Gli occhi chiari di mamma Cornelia saltano dall’uno all’altro dei suoi figli. Come la sua omonima matrona romana, madre dei Gracchi, Enrico e Andrea Balliana sono i suoi gioielli e lo sono anche per il ciclismo sardo. Enrico, campione italiano Juniores e campione europeo della Mixed Relay e a cronometro, invece, ha occhi solo per Aurora (Marrocu), la sua fidanzata e collega, dato che corre come Under 23 nella Zhiraf Pagliaccia, formazione toscana. Un colorato mondo di sentimenti e fatica, di condivisioni e piccole (inevitabili) rivalità, emerso ieri nella mezz’ora radiotelevisiva a “L’Informatore Sportivo 360”, su Radiolina e Videolina.
Confronti
Enrico e Andrea, che vengono da Arborea come papà Emanuele, mentre la mamma è svizzera, sono legatissimi. Vivono insieme a Brescia, compagni di squadra nella Ecotek Zero24, compagni di stanza al campionato italiano e al Giro della Lunigiana: «Io sono un po’ disordinato», riconosce Andrea, scalatore, più alto e snello del pur magro fratello. «Non è un problema: comunque io riesco a dormire bene dappertutto e dormire è importante», ribatte Enrico. Ma chi è il migliore dei due? «Per me è importante che finiscano le gare sani e salvi», sentenzia la mamma. Beppe Martinelli, la loro comune guida infallibile dall’ammiraglia sembra che abbia stimolato il più giovane dicendogli che è più forte del fratello. Andrea (che resterà con lui anche nel 2027) nega e si limita a dire: «Mi ha detto di prepararmi perché l'anno prossimo sarà bello». E se lo dice “Martino”…
Verso il 2027
L’anno prossimo sarà importante per tutti e tre, anche per Aurora, penalizzata da una caduta al Lunigiana, quando era sul punto di trovare un ingaggio in una formazione più qualificata: «Quest’anno spero di fare qualche corsa internazionale e farò il campionato italiano con le professioniste. Quest’anno avrò anche nutrizionista e personal trainer», dice l’oristanese, fresca di maturità Scientifica, che è già tornata in sella. I fratelli lo faranno fra qualche giorno, ma passeranno l’inverno in Sardegna. «Partirò un mese anche per un ritiro a Palma di Maiorca con la Red Bull Bora Rookies e ci sarà anche la squadra Word Tour. Un paio di mesi al caldo in Sardegna e poi si partirà a correre, magari fine gennaio. Il Giro della Sardegna? Sarebbe speciale, anche per essere d’esempio per i giovani corridori sardi», dice Enrico che passerà Under 23 con la forte formazione tedesca.
L’esempio
«Enrico vinceva le gare in Sardegna con minuti di distacco: abbiamo voluto che si confrontasse sin da piccolo con altre realtà perché capisse che poteva migliorare. Sennò si rischia di sentirsi dei fenomeni senza esserlo», racconta la madre. Enrico, a microfoni spenti, ammette: «Toccare il fondo è fondamentale per crescere, per imparare a resistere». E Andrea: «Ci sono ragazzi sardi che hanno le qualità per provarci». Magari non necessariamente con i successi di Enrico, convocato in Nazionale: «Io sono molto contento per lui, è uno stimolo avere un campione così in casa e mi aiuta molto nei momenti difficili», assicura Andrea, «e comunque è una figura con molta esperienza e mi dà consigli utili quando mi servono». E Aurora rincara la dose: «Avere Enrico è una fortuna, mi aiuta tantissimo. Condividiamo la stessa passione, quindi anche i consigli da parte sua sono sempre utili e bene accetti». Anche qualche pedalata insieme: «A lui non piace tanto (ride, ndr) , ma qualche uscita di scarico ce la facciamo».
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