TEHERAN. Una folla immensa, per lo più vestita di nero, si è radunata ieri mattina dalle 6 locali (le 4,30 italiane) nella Grande Moschea di Mosalla a Teheran per dare l'ultimo saluto al leader iraniano Ali Khamenei, ucciso nel primo giorni degli attacchi Usa-Israele. Nel primo giorno dei sei previsti per il rito molti piangono, invocano vendetta e si battono ritmicamente il petto. «Questo esercito è venuto qui per amore del leader», recita uno striscione. Alcuni tra la folla portano cartelli con l'immagine di Donald Trump e la scritta “Ci sarà sangue”. Un oratore funebre ha cantato: «Siamo qui per la vendetta, non solo per un funerale». I familiari del defunto leader hanno partecipato alla cerimonia, a eccezione del figlio e successore, Mojtaba Khamenei, mai visto in pubblico dalla sua nomina a leader.
Voci dalla piazza
«Il defunto leader ha sacrificato la sua vita per la sua causa ed è rimasto fedele fino alla fine, e ora è nostro dovere continuare il suo cammino per sconfiggere i nemici, in particolare gli Stati Uniti e Israele», dichiara Bahman, insegnante di 60 anni. Un'impiegata governativa, Somayeh, che indossa un chador nero e sventola una bandiera con il colore rosso della vendetta, dice: «Forse non siamo stati buoni soldati per il defunto leader ma lo saremo certamente per suo figlio, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Ora siamo più consapevoli dei nostri doveri e sventeremo i complotti dei nemici». Salman, 35 anni, partecipa insieme alla moglie e alla figlia: «Non dimenticheremo il suo martirio, così come quello degli studenti della scuola di Minab e di altri civili. Ci vendicheremo sicuramente per questi crimini».
Bandiere e slogan
Nell'enorme, affollato cortile della grande moschea si agita una mare di bandiere iraniane, di bandiere rosse e di bandiere gialle dell'Hezbollah libanese. Sopra la cupola della grande moschea è stata issata una bandiera con lo slogan in arabo “Ya Latharat Al-Hussein”: appello alla vendetta per il martirio del terzo imam sciita, Hussein. Sulla parete dietro le bare è visibile un versetto coranico che significa: “Alzatevi per Allah, in coppia e individualmente”.
Faida di sangue
«Vendicheremo il suo sangue», ha dichiarato Arash: «Tutti qui sono venuti per vendicare il sangue del loro Leader Supremo. Come ha detto il nostro leader, abbiamo una faida di sangue con gli Stati Uniti. I nostri rapporti con gli Stati Uniti non saranno mai buoni». Se la moschea è piena, moltissime persone si sono radunate anche nelle strade intorno, vietate ad auto e motociclette. Sono stati dispiegati servizi di supporto, tra cui acqua, ospedali da campo e ambulanze; autobotti spruzzano acqua sulla folla, con temperature già di prima mattina vicine ai 30 gradi che raggiungono i 37 a mezzogiorno. Altre zone della città sono tranquille, poiché molti si sono trasferiti in altre città o sono rimasti a casa. Gli uffici e i negozi della capitale sono rimasti per lo più chiusi.
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