Australia. Nubi basse e pioggia fitta. È stato il triste scenario che Phillip Island ha riservato all’ultima apparizione del Gran Premio d’Australia di motociclismo, trasferito dall’anno prossimo ad Adelaide. La quantità d’acqua caduta fin da sabato sera sul circuito, unita alla scarsa visibilità – che avrebbe impedito il decollo dell’eliambulanza, obbligatoria quando non c’è un ospedale nei pressi dal circuito – hanno costretto gli organizzatori ad annullare prima il warm-up, poi la gara della MotoGP, così come quelle in Moto2 e Moto3. I piloti si sono concessi solo un giro in parata, dietro la safety car, per salutare e ringraziare le migliaia di persone che avevano resistito stoicamente agli scrosci. L’ultima occasione in cui il meteo avverso aveva cancellato un GP risaliva al 2018, a Silverstone, a causa dello scarso drenaggio dell’asfalto.
La giornata
I protagonisti hanno accolto la decisione con rammarico. Avrebbero voluto onorare degnamente l’addio a una delle location più apprezzate. Jack Miller, pilota di casa, aveva preparato una livrea speciale per l’occasione: «Correre qui mi ha dato sensazioni uniche». Il meno soddisfatto é parso Marc Marquez, al temine di un fine settimana per lui agrodolce. Tornato leader della classifica, grazie all’assenza di Jorge Martin – infortunatosi cadendo nella Sprint race - lo spagnolo della Ducati sarebbe partito dalla pole e, confidando sulle proprie doti di guida sul bagnato, era pronto a bissare il successo della gara breve per raccogliere altri 25 punti e portare a 35 il vantaggio sul connazionale a quattro appuntamenti dalla fine, dopo la conferma della tappa in Qatar. Non è andata bene nemmeno a Marco Bezzecchi. Il riminese, attardato di 50 punti da Marquez, nonostante partisse settimo poteva sperare di recuperarne qualcuno, magari approfittando di un errore del numero 93.
Corsa al Mondiale
Con il mondiale ancora in ballo, Martin farà il possibile per recuperare dalla frattura al radio e provare a essere della partita a Sepang. Gli esami radiologici ai quali si è sottoposto a Melbourne hanno evidenziato che non dovrà entrare in sala operatoria e questo gli lascia una speranza. «Jorge è un incassatore», ha detto Massimo Rivola, ad di Aprilia Racing, «ma la frattura c’è e richiede i suoi tempi». Non tornerà quindi in Spagna.
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