Una bella certezza: il Budoni disputerà la quattordicesima stagione in Serie D. La squadra di Raffaele Cerbone ha conquistato la salvezza al termine del suo tredicesimo campionato in Quarta serie: 45 punti, il quinto miglior risultato nella storia del club in questa categoria. Un traguardo importante per un paese di appena 5.700 abitanti, che continua a dimostrare come passione, organizzazione e senso di appartenenza possano competere con realtà ben più grandi e blasonate.
«Un campionato positivo», dice il viceallenatore e match analyst Alessandro Steri. «La prima parte di stagione è stata davvero ottima. Abbiamo avuto un rallentamento nella fase centrale, dovuto a una serie di infortuni. Siamo però ripartiti subito, chiudendo in bellezza e conquistando una salvezza tranquilla». Un percorso non lineare, affrontato con la mentalità giusta da uno spogliatoio coeso e da uno staff tecnico capace di leggere e gestire i momenti più difficili.
A impreziosire la stagione c'è un dato difensivo di assoluto rilievo: appena 32 reti subite, la seconda miglior difesa del girone. «Soltanto la corazzata Scafatese ha fatto meglio», sottolinea Steri con soddisfazione. Un risultato che premia il lavoro dell'intero collettivo.
Sul futuro il viceallenatore è cauto ma ottimista: «Sono in attesa di un incontro con la società. Mi piacerebbe continuare perché mi sono trovato bene. Ho anche collaborato con il settore giovanile, in particolare con la categoria Esordienti».
Quattordici stagioni in Serie D non rappresentano un traguardo banale per una comunità di 5.700 anime. Sono la dimostrazione che anche i piccoli paesi possono lasciare un segno nel calcio che conta.
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