Senorbì.

«Il bonus bebè arriva sempre in ritardo» 

Mamme contro il Comune: il bonifico ci serve per sostenere spese ingenti 

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Bonifici in ritardo, mancate risposte dal Comune, tensione per i mancati introiti che, assicurano le mamme, rendono più «difficile» sostenere le spese necessarie. A Senorbì c’è malumore per l’accredito incostante del bonus bebè: quei 600 euro da riconoscere ogni mese a chi ha figli piccoli.

Lamentele

Circa una settantina le famiglie che ne hanno diritto in paese, tante le lamentele sui tempi di ricezione. Qualcosa incepperebbe il meccanismo lungo la direttrice Regione (che eroga le somme alle amministrazioni cittadine) e Municipio, da dove il denaro partirebbe con difficoltà verso la destinazione finale. Non ogni 30 giorni, come pare dovrebbe essere, ma «ogni quattro, cinque, sei mesi». E a volte arrivano «solo acconti». Critiche cui il sindaco Alessandro Pireddu replica con pacatezza, spiegando che sin dall’inizio la liquidazione «è stata semestrale» e che gli uffici stanno cercando di organizzarsi per renderla più frequente, «magari trimestrale». Prima però va aumentato l’organico.

I tempi

Difficoltà che possono giustificare in qualche misura i ritardi e tuttavia non placano il nervosismo di chi ha diritto a ricevere un aiuto economico importante. Spesso decisivo per sostenere gli esborsi. «Non sappiamo mai quando arriveranno i soldi», ribadisce Alessandra Merella, madre di una bimba nata nel gennaio 2025. Il primo bonifico è arrivato dopo un semestre «ma dovremmo avere 600 euro ogni mese sino al quinto anno». L’ultimo accredito è di pochi giorni fa e riguardava il periodo gennaio-marzo. «Faccio la spesa ogni due giorni, quindi ci si può immaginare quale sia il costo», specifica la donna, «senza un sostegno diventa difficile. Non sto lavorando e il mio compagno non ha certo entrate da record». Esperienza simile a quella della sorella Silvia, secondo cui «è inammissibile che i soldi arrivino tanto in ritardo. Mia figlia ha sette mesi e ho avuto l’accredito due volte. In Comune ci è stato detto che non potevano darci informazioni. Mio marito è vigile del fuoco, io sono insegnante: fare affidamento su quel denaro è importante».

Residui

Così anche Christian Cabiddu, coltivatore, una figlia di un anno e mezzo. «Ho scritto al Comune chiedendo spiegazioni ma non ho avuto risposta. A fine febbraio mi è stato liquidato dicembre. Sempre così: passano tre, quattro, cinque mesi. Eppure ci risulta che la Regione eroghi puntualmente».

Primo cittadino

Il sindaco Alessandro Pireddu conosce le difficoltà e, sottolineando che sin dall’inizio «la liquidazione è stata semestrale», ribadisce l’intenzione di voler accelerare i tempi e inviare i bonifici ogni «tre mesi». Ma prima «è necessario assumere». Il Comune, non l’unico, soffre di una carenza d’organico importante. «Siamo in difficoltà perché la dipendente che si occupa dei servizi sociali si è laureata, è diventata funzionaria ed è andata via. Abbiamo fatto ricorso alla mobilità interna spostando dipendenti, ma non tutti sono portati a svolgere quelle funzioni. Ora stiamo predisponendo un concorso per trovare un sostituto. Contiamo di risolvere entro l’anno. Ma prima dobbiamo assumere».

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