Giappone

I ritmi estremi della premier Takaichi: «Dormo poco» 

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Tokyo. Sonno ridotto all'essenziale, in media quattro ore a notte, giornate scandite da un'agenda fitta di impegni, persino la gestione dei pasti relegata a una questione di secondo piano. È il ritratto inedito, e per certi versi disarmante, della quotidianità della premier giapponese, Sanae Takaichi, a sei mesi esatti dal suo insediamento alla guida del governo. «Vorrei dormire un po' di più», ha confidato all'ex ministro Akira Amari, in un colloquio che i media nipponici hanno colto come uno spiraglio nella rigidità istituzionale. Una frase che si pone in contrasto con lo slogan che aveva accompagnato l'avvio del suo mandato, quel «Lavorare, lavorare, lavorare, lavorare e ancora lavorare».

Prima donna a guidare l'esecutivo giapponese dopo la vittoria alle primarie del partito di governo lo scorso ottobre, la 65enne Takaichi ha difatti tradotto quella dichiarazione d'intenti in una pratica quotidiana senza tregua. Già in passato era stata criticata per la convocazione di riunioni governative alle tre del mattino. Una scelta allora difesa come «necessaria per la gestione dei dossier più urgenti». In aprile la premier aveva ammesso in Parlamento che il tempo destinato al riposo era «piuttosto limitato», complice anche la gestione delle incombenze domestiche.

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