In origine erano 110, suddivisi in 49 postazioni e presenti in ogni quartiere. Oggi è quasi impossibile trovarne uno e quando lo si trova, ad esempio in via Capula, tra Fonsarda e Pirri, utilizzarlo è di fatto impossibile. Il motivo? I pochi raccoglitori bianchi per indumenti usati ancora presenti su strada sono costantemente strapieni e il più delle volte ridotti a discariche, con cumuli di rifiuti ammassati tutt’attorno. Nonostante gli accorgimenti adottati dal Comune per limitare conferimenti scorretti, atti vandalici e furti di indumenti da rivendere nei mercatini, il servizio continua a palesare evidenti criticità.
Spazzatura
I due raccoglitori di via Capula, fronte via Galassi, in questi giorni si presentavano così: maniglioni metallici abbassati con buste incastrate e decine di sacchi per terra circondati da rifiuti non conformi, tra cui un secchio con strizzatore, uno spremiagrumi, una collezione di Tupperware (contenitori in polietilene per conservare il cibo), una busta piena di attaccapanni, giocattoli, peluche e altri oggetti oramai da buttare.
E non è l’unico caso, perché lo stesso fenomeno si verifica ciclicamente in altre postazioni superstiti, come piazza Maxia, via Bacaredda angolo via Cao di San Marco - dove la settimana scorsa si poteva ammirare perfino un ventilatore a piantana – o via Monsignor Piovella, altro bersaglio fisso degli incivili. Il bello è che non ci si ferma neanche di fronte alla rimozione dei raccoglitori, nel senso che i vandali continuano ad ammassare rifiuti negli spazi lasciati liberi. Accade in piazza Giovanni XXIII, via Castiglione, via Cadello, via Santa Maria Chiara, mercato di Is Bingias (per citarne alcuni) dove i raccoglitori non ci sono più, in quanto trasferiti in punti sorvegliati.
L’affondo
La consigliera comunale di minoranza Alessandra Zedda (Lega - Anima di Sardegna) va all’attacco: «Il problema è che nessuno li controlla, nessuno verifica quando devono essere svuotati», dice, «non c’è un sistema di raccolta corretto. È vero che gli incivili sono tanti, ma è altrettanto vero che il sistema non è buono. La città è in uno stato di degrado mai visto e il nuovo appalto non basterà a risolvere i problemi».
La replica
«Una percentuale delle postazioni ha presentato gravi criticità con riguardo a fenomeni di vandalismo e abbandoni», spiega l’assessora all’Ecologia urbana, Luisa Giua Marassi. «Sono pervenute reiterate e comprensibili richieste di spostamento o eliminazione dei raccoglitori, proprio a causa del degrado. Per questi motivi una certa quota è stata spostata in aree chiuse e sorvegliate, tra cui i parchi». Altri raccoglitori sono stati accorpati. «Le zone da cui li abbiamo spostati sono migliorate e i cittadini ci hanno ringraziato. La valutazione in ordine alla collocazione e alla risoluzione delle criticità è comunque sempre in corso, in attesa del nuovo appalto».
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