La crisi

Caro carburanti, i Tir pronti allo stop  

Rivolta degli autotrasportatori, il ministero dei Trasporti convoca un vertice  

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Il caro carburanti fa scattare la rivolta dei Tir, con gli autotrasportatori che minacciano di fermare il Paese e il governo convoca un tavolo per il 27 ottobre al ministero dei Trasporti.

E la crisi energetica e le modalità su come affrontarle sono il primo punto all'ordine del giorno del Consiglio europeo, l’intesa sulla strategia da mettere in campo è lontanissima, e Giorgia Meloni, sulla scia della lettera inviata a von der Leyen, lavorerà per chiedere maggiore flessibilità, anche se il tema formalmente non è all'ordine del giorno.

I conti

Intanto la manovra parte da 23,5 miliardi di euro. Al centro la tutela del potere d'acquisto, soprattutto delle famiglie e dei più fragili, e gli investimenti delle imprese, sempre salvaguardando la sostenibilità dei conti pubblici. Proprio per questo le coperture sono essenziali: i ministeri faranno il loro con tagli di oltre un miliardo, i giochi daranno un contributo, ma la parte del leone è chiesta al settore finanziario. Nessun commento ufficiale, ma da diverse fonti del mondo bancario trapela la contrarietà a un nuovo esborso dopo che lo scorso anno era stato raggiunto un accordo triennale per 10 miliardi di euro.

Lo scenario

La presidente del Consiglio è a Bruxelles. L'obiettivo è ottenere qualche margine in più per rimpolpare una manovra che, per ora, è la più magra degli ultimi quattro anni, lontana dal provvedimento elettorale in cui molti nella maggioranza avevano sperato fino a qualche tempo fa. Lo scenario internazionale ha del resto imposto la massima prudenza, tra tensioni geopolitiche, crisi energetica, inflazione e tensioni sui titoli di stato.

L'Italia è tra i Paesi che chiederà misure nel breve periodo, per affrontare di petto la crisi energetica sull'inflazione. Ma un nutrito gruppo di capitali - le nordiche, Berlino e Madrid, tra le altre - resta convinto che il nodo sia la dipendenza dai fossili. E che si possa superarlo solo proseguendo ancor più rapidamente sulla strada della decarbonizzazione. E su questo punto probabilmente si registrerà un cortocircuito: la Commissione non vuole arretramenti sull'exit strategy dalle fonti fossili.

La protesta

Tornando agli autotrasportatori, blocchi autonomi sono già sorti in alcune regioni del Mezzogiorno. «Sono proteste spontanee, non proclamate dalle associazioni di categoria, il che rende il quadro ancora più inquietante perché significa che ci si sta muovendo nell'ambito della disperazione degli imprenditori», afferma il presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo. Sulla stessa linea Unatras, (Unione Nazionale delle Associazioni dell'Autotrasporto Merci) che parla di «un malessere diffuso e non più sostenibile da parte delle imprese». Entrambe le associazioni hanno quindi sollecitato un intervento immediato dell'Esecutivo.

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