Si rompe definitivamente il rapporto tra Santu Lussurgiu e il musicologo Giacomo Baroffio, autentica autorità mondiale del canto sacro gregoriano. Alla base ci sarebbero fraintendimenti, attriti con il Comune per l’attività della Fondazione Hymnos e la titolarità del prezioso archivio che il docente aveva donato alla Fondazione. Adesso il Tribunale civile di Oristano dà ragione al professore rigettando il ricorso per sospensiva cautelare che l’amministrazione comunale di Diego Loi aveva proposto a febbraio 2025, cercando di mantenere l’archivio a Santu Lussurgiu nella sede Hymnos.
Il patrimonio
Lo studioso, con la moglie Kim Eun Ju Anastasia, potrà portar via l’archivio, donato alla Fondazione nel 2009: circa 12mila libri tra cui manoscritti pregevoli, nastri audio, film, fotografie e strumenti musicali storici. Il progetto internazionale originario di Hymnos, valorizzazione della rete del canto polivocale del Mediterraneo è definitivamente tramontato e finito mestamente a carte bollate. L’ex sindaco Emilio Chessa, ideatore e artefice del progetto Hymnos, esprime amarezza: «Svanisce la continuità di un investimento culturale, si recidono legami con università e istituzioni musicali. Si perde reputazione, credibilità e slancio». E lancia un appello per superare lo scontro.
La storia
Rapporto travagliato tra Baroffio e il Comune: nel 2017 i primi contrasti, l’amministrazione aveva sollecitato lui e la moglie ad adempiere alla convenzione firmata nel 2009 per curare e coordinare Hymnos. I due studiosi avevano lasciato Santu Lussurgiu perché «non c’erano le condizioni per perseguire le finalità scientifiche della Fondazione, per difficoltà della nascita del progetto di ampio respiro». Secondo il Comune invece erano responsabili di «non aver ottemperato alle attività di studio e ricerca scientifica, di promozione della cultura musicale, nonostante fossero stati ospitati gratuitamente presso la dépendance della sede Hymnos, a spese del Comune che ha quantificato in 135mila euro i costi complessivi di ospitalità, trasporto dei beni mobili, libri e utenze varie». Nel 2021 il rientro dei due a Santu Lussurgiu, nuove tensioni e a novembre 2024 lo strappo: rescissione del contratto per presunti inadempimenti del Comune da parte dei due studiosi che si erano ripresi tutti i beni mobili, tra cui la libreria. L’amministrazione fece ricorso ma il Tribunale civile ha rigettato con l’obbligo per l’Ente di pagare le spese processuali e di lite in favore di Baroffio. «Stiamo cercando una soluzione per sistemare l’archivio librario al di fuori di Hymnos – sostiene il musicologo – Dispiace che sia andata a finire così, però il Comune non ha creato le condizioni per farci svolgere attività culturale e scientifica, studio e ricerca». La presidente Maria Tiziana Putzolu, in carica dal 2022, preferisce non esprimersi sulla vicenda che non ha gestito direttamente ma evidenzia che la Fondazione con lei è cresciuta, ha rafforzato la rete del canto con i Comuni e realizzato tante attività culturali con Università di Cagliari, studiosi, cantori, aprendosi a contaminazioni con altri stili musicali.
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