Tortolì.

Guardia medica chiusa per giorni 

Non si trovano dottori, assistenza scoperta nonostante le ricerche 

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L’ultima visita nell’ambulatorio di via Monsignor Virgilio è stata effettuata poco prima delle 20 di sabato. Poi la sede della guardia medica di Tortolì è rimasta chiusa per i sei turni successivi per indisponibilità di professionisti a ricoprirli. Sebbene dal distretto territoriale dell’Asl Ogliastra abbiano contattato diversi medici nel tentativo di non lasciare scoperta la sede, cui fanno riferimento le comunità di Tortolì, Lotzorai e Girasole, un’utenza che si aggira sulle 15mila persone, di camici bianchi che hanno accolto l’invito neanche l’ombra. L’attività riprenderà soltanto alle 20 di oggi.

Porte chiuse

Chi, tra sabato e ieri, si è recato dalla guardia medica per ricevere assistenza, si è trovato davanti la porta sbarrata su cui i responsabili del distretto sanitario hanno affisso un avviso: “Dal 17 gennaio questo punto guardia sarà sprovvisto di personale medico”. Comunicando data e ora della riapertura, l’Asl ha informato l’utenza sulle alternative assistenziali. L’ambulatorio sarà fuori servizio anche oggi per il turno diurno. Camici bianchi in postazione dalle 20. Non è il primo episodio (e verosimilmente non sarà l’ultimo) di chiusura prolungata della guardia medica di Tortolì.

Eppure dagli uffici amministrativi di via Monsignor Carchero, un impiegato è costantemente impegnato nella ricerca di medici per evitare buchi nel calendario mensile. Come accaduto stavolta e in più occasioni in passato, non si riesce a completare il puzzle, con conseguenti disagi per l’utenza, la più numerosa sul territorio ogliastrino.

L’azienda

«Contingenti difficoltà nel reperimento di personale medico». In altri termini, mancanza di medici sull’intero territorio regionale. A confermare i motivi del disservizio è l’Azienda sanitaria che, tuttavia, rassicura la cittadinanza sulla riapertura dell’ambulatorio a partire dalle 20 di oggi. «I nostri uffici - spiegano dalla direzione aziendale - sono costantemente al lavoro per garantire la piena continuità assistenziale sul territorio». In casi come questo, il piano b per i pazienti resta il Pronto soccorso. Ma c’è anche un’ulteriore alternativa, come rileva l’azienda: «Ci scusiamo per il disagio e ricordiamo che l’assistenza sanitaria per le urgenze resta comunque garantita attraverso il numero 112».

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