Il dibattito.

Giustizia, il fronte del Sì a confronto nel capoluogo 

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A una settimana dal voto, ieri al T Hotel di Cagliari esponenti politici, avvocati e docenti si sono confrontati in una tavola rotonda dedicata alle ragioni del Sì, mettendo al centro il tema dell’equilibrio tra accusa e difesa e il funzionamento del sistema giudiziario. Ad aprire il confronto, moderato dall’avvocato liberale Bobo Sorcinelli, il deputato di Forza Italia Pietro Pittalis, vicepresidente della Commissione Giustizia, che ha definito la riforma «una battaglia storica della libera avvocatura e delle Camere penali per dare piena attuazione al principio costituzionale del giusto processo». Il riferimento è all’articolo 111 della Costituzione, che prevede che ogni processo si svolga nel contraddittorio tra le parti davanti a un giudice terzo e imparziale. «Non viene intaccato il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale né l’indipendenza della magistratura – ha spiegato – Al contrario, questa riforma rafforza autonomia e indipendenza del sistema».Tra i punti centrali, la separazione delle carriere tra giudici e pm e la riforma del Consiglio superiore della magistratura. «La vera novità – ha sottolineato – è il sorteggio dei componenti del Csm, uno strumento per arginare le degenerazioni correntizie che negli anni hanno gettato discredito sulla magistratura e sacrificato la meritocrazia».Sulla stessa linea gli altri interventi. Per il segretario della Lega Michele Ennas, la riforma garantirà «una giustizia più efficiente e funzionale ai cittadini, intervenendo anche sul rapporto tra giudice e pm». La presidente dei Riformatori sardi, Gabriella Mameli, ha ricordato che «la Costituzione può essere modificata, e se le riforme sono giuste devono essere portate avanti a testa alta». Il coordinatore regionale di FdI Francesco Mura ha invece parlato di un intervento atteso «da settant’anni». Gli obiettivi: separazione delle carriere, superamento del sistema correntizio nel Csm e istituzione di un’Alta corte disciplinare per affrontare gli errori della magistratura.

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