Allarme prezzi.

Caro-energia, sale il pressing sul Governo 

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Esclusa per una sforbiciata alle accise sui carburanti con il meccanismo “mobile”, il governo è al lavoro per fronteggiare la fiammata dei prezzi. Dai trasporti al commercio, dall’artigianato all’agricoltura, come nei giorni scorsi si leva il coro “Interventi subito o chiudiamo”. In attesa di novità internazionali (due petroliere indiane avrebbero superato Hormuz) e chiarite le posizioni sul petrolio russo al centro della polemica politica, l’esecutivo sta lavorando su diverse ipotesi, come conferma il vicepremier Matteo Salvini. Si parla del blocco automatico dei prezzi dei carburanti se dovessero superare una certa media o di un tetto antispeculazione ai prezzi. Salvini e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, mercoledì vedranno i rappresentanti delle compagnie petrolifere. «Dopo due settimane ancora nessuna decisione», incalza il Pd. E mentre sale l’attesa per una linea comune europea che potrebbe emergere dal G7 energia di domani, cresce il rischio che, tornato il freddo, esploda nuovamente il prezzo del gas. E le banche centrali potrebbero decidere una stretta monetaria per contenere l’inflazione. Tradotto: mutui e prestiti più cari e impennata del costo del debito pubblico. Confcommercio spiega: gli aumenti potrebbero superare il 13% per l’elettricità e il 43% per il gas. In questo caso per gli alberghi l’incremento della spesa mensile sarebbe di 900 euro per l’energia elettrica e mille per il gas, per i grandi supermercati 700 e 400 euro, per bar, ristoranti e negozi potrebbe variare dai 100 ai 300 euro per l’energia elettrica e dai 200 ai 500 euro per il gas.

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