Il vento del grande ciclismo arriva dal deserto e parla (anche italiano). Christian Scaroni ha vinto tappa regine e classifica del Tour of Oman, Antonio Tiberi ha conquistato una delle due salite e il secondo posto in classifica nell’Uae Tour, che ha inaugurato il World Tour e si è chiuso ieri con la terza volata vincente del gigante Joanathan Milan. In Europa, anche Filippo Ganna ha già timbrato il cartellino vincendo la crono della Volta ao Algarve. I big sono già “in tiro”: Remco Evenepoel, Juan Ayuso, Isaac Del Toro e Juan Almeida hanno già mandato segnali a Tadej Pagacar, che debutterà in Italia, alle Strade Bianche.
Verso l’Italia
Adesso le corse si spostano in Italia e, ad aprire la stagione, stavolta non sarà il Trofeo Laigueglia ma il rinato Giro di Sardegna, la cui 30ª edizione viene (ri)presentata oggi a Sassari in Regione (alle 11, nella sede di via Roma 46), alla presenza di “mister due milioni”, l’assessore del Turismo, Franco Cuccureddu (è lui che dà il contributo decisivo), e di Luca Papini, il segretario generale della Lega del Ciclismo Professionistico che ha voluto il ritorno in calendario della corsa, assente dal 2011. Allora si consegnò a un giovane ma già vincente tiranno: Peter Sagan.
Il ritorno
Dopo 15 anni, però, sperare di trovare spazi e porte aperte in un mondo del ciclismo in rapida evoluzione ed espansione geografica, sarebbe da ingenui. Non soltanto l’Italia ha perso posizioni (nel senso che non ha più squadre nel World Tour), ma nel frattempo la Sardegna è sparita dal panorama nazionale, incapace di seguire la scia della cometa Fabio Aru e accontentandosi di puntare sul settore Master. Anche la politica ha le proprie responsabilità, ma è anche vero che negli ultimi anni il ciclismo non si è proposto con lo stesso appeal di altre discipline. Sino a quando non è arrivato Roberto Pella, con la Lega che ha proposto la Coppa Italia delle Regioni come cavallo di Troia per riportare la Sardegna nel calendario Uci.
Il livello
La continuità è garantita da quel navigato organizzatore bolognese che risponde al nome di Adriano Amici, che ha firmato o collaborato alle ultime quattro corse a tappe professionistiche nell’Isola. È il suo Gs Emilia il braccio armato chiamato a portare in strada il progetto di promozione turistica dell’Isola disegnato in viale Trento. Cuccureddu ha scelto di partire in casa, cioè da Castelsardo, con il pretesto delle domus de janas patrimonio dell’Unesco e la prima tappa, mercoledì, scatterà dalla Città Regia, che intanto oggi e domani ospiterà le operazioni preliminari che riguardano le 25 squadre e la carovana. Oggi è attesa la comunicazione della lista partenti ufficiosa, tenuta sin qui segretissima come lo erano state sino al 13 gennaio le cinque tappe: Castelsardo-Bosa, Oristano- Carbonia, Cagliari-Tortolì, Arbatax-Nuoro e Nuoro-Olbia. A questo punto, la speranza è che spunti qualche nome interessante. Per i big “veri” ci vorrà tempo: ci sono una tradizione e una reputazione da ricostruire.
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