Pietracatella.

Giallo della ricina, indagini sui computer di due scuole 

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Campobasso. Prosegue la ricerca di tracce online della ricina nell’inchiesta sulla morte per avvelenamento, lo scorso dicembre, di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, 50, a Pietracatella. La polizia ha effettuato ispezioni informatiche al liceo Scientifico di Riccia, dove insegna un’amica di Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime, già ascoltata dagli investigatori come persona informata dei fatti.

Cinque agenti della Squadra mobile e dello Sco sono rimasti nella scuola per cinque ore, acquisendo in un’ora i dati del server centrale, senza esaminare i singoli computer. Alle operazioni era presente anche un consulente informatico della difesa di Gianni Di Vita. Una procedura analoga era stata svolta ieri all’istituto Agrario di Riccia, dove lavora il marito della professoressa.

Le verifiche proseguiranno oggi al liceo Classico di Campobasso, frequentato da Sara e dalla sorella Alice, e venerdì al liceo delle Scienze Umane di Casacalenda, dove insegna una cugina di Gianni Di Vita.

Sono circa 200 i computer al vaglio degli inquirenti: i dati acquisiti saranno analizzati da esperti incaricati dalla procura di Larino. Per conoscere i contenuti delle informazioni copiate servirà tempo: per ora gli investigatori hanno effettuato soltanto l’acquisizione dei dati.

Resta al centro dell’indagine, secondo fonti vicine agli inquirenti, la pista delle relazioni nascoste. Gli approfondimenti riguardano anche i rapporti coniugali tra Gianni e Antonella, emersi dall’analisi del telefono della donna, e il materiale sequestrato nel corso dell’inchiesta.

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