Nove vittorie e un pareggio in dieci giornate, con la vetta della classifica in solitaria a +3 sull’Inter. La Lazio, contro ogni pronostico, guida la Serie A e nessuno si aspettava una partenza del genere. Nemmeno lo stesso Gennaro Gattuso, che ancora oggi parla di altri obiettivi: «Mancano 12 punti al traguardo che avevamo detto a inizio stagione», afferma riferendosi a una salvezza che ormai non può più essere in discussione. «Sia io sia i miei giocatori la classifica non la guardiamo: dobbiamo pedalare ogni settimana, poi vedremo dove saremo».
Da parte di Gattuso ci sono anche i complimenti verso il Cagliari: «È stata una partita molto difficile, meriti a loro. È una squadra fastidiosa, che si difende bene e sa come ripartire», la sua valutazione. Sulla sostituzione di capitan Zaccagni al 55’: «Ha preso una botta, faceva fatica a correre e ho preferito tirarlo fuori per non rischiare. Poi non era una giornata per lui positiva, nella notte è morto uno zio al quale era molto legato: faccio le condoglianze, si capisce da qui che giocatore ho a disposizione».
C’è un dato, assieme a quello ovvio della vittoria, che fa gioire Gattuso in maniera particolare: «La cosa che mi rende più orgoglioso è chi è entrato, che ha cambiato la partita. I cinque cambi ci hanno dato una grandissima mano». Fra cui Pinamonti, autore del gol decisivo. «Si continua su questa strada, che è quella di quando abbiamo cominciato: siamo usciti alla prima partita di Coppa Italia, ma la squadra ha continuato senza mollare un centimetro e corre senza lamentarsi. Questo è lo spirito che ci sta portando avanti e non deve mai mancare, sennò siamo una squadra normale».
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