È nata una stella nel ciclismo. Si chiama Paul Seixas, ha 19 anni, è di Lione. Il “prodigio francese”, come lo hanno già ribattezzato oltralpe, ha vinto in Belgio la 90esima edizione della Freccia Vallone, seconda classica delle Ardenne, diventando il più giovane atleta ad aggiudicarsela battendo il record di Philemon De Meersman, che trionfò a 21 anni nel 1936. «È incredibile, un successo enorme, l’anno scorso guardavo la corsa in televisione e ora alla prima partecipazione vinco», ha detto all’arrivo.
Mancavano Tadej Pogacar e Remco Evenepoel, a riposo in vista della Liegi-Bastogne-Liegi di domenica per la chiusura del trittico delle Ardenne, ma il giovanissimo corridore transalpino si è imposto da campione: ha messo da parte l’impulsività, è rimasto in attesa e a poche centinaia di metri dal traguardo ha realizzato lo scatto decisivo sul Mur de Huy lasciando sui pedali lo svizzero Mauro Schmid e il britannico Ben Tullet. A rendere epica la vittoria anche un gomito insanguinato che non gli ha impedito di aggiudicarsi la corsa succedendo a Pogacar.
Forse è presto per incoronarlo come il nuovo vero antagonista dello sloveno, ma di certo la sua non è una vittoria casuale. Nel 2024 da juniores è stato campione del mondo della cronometro, campione francese di ciclocross e corsa in linea e ha vinto la Liegi-Bastogne-Liegi di categoria. Nel 2025 è arrivato terzo ai campionati d’Europa su strada dietro Pogacar ed Evenepoel. Quest’anno ha già vinto il Giro dei Paesi Bassi e la Faun Ardeche Classic, è arrivato secondo al Tour dell’Algarve e alle Strade bianche. E domenica alla Liegi-Bastogne-Liegi affronterà Evenepoel e Pogacar.
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