Dai pellegrinaggi ai gruppi folcloristi al suono delle launeddas, dai cocchi trainati dai buoi e dai cavalli, alle leggende dei piccoli santuari immersi nel verde delle campagne. Sono i fili delle feste religiose e della tradizione che legano cinque Comuni del Medio Campidano, Arbus , Villacidro , Sardara , Serrenti e Villamar , inseriti dalla Regione tra gli eventi della “Tradizione identitaria”. Si tratta di uno strumento di promozione in ambito provinciale che unisce devozione popolare, storicità e risorse economiche per circa mezzo milione di euro, 212 mila li mette la Regione, il resto i Comuni.
Fede di popolo
Tra le ricorrenze che scandiscono lo scorrere del tempo, gli appuntamenti più attesi sono le feste religiose. Celebrazioni dedicate ai santi e alla madonna: Sant’Antonio di Santadi ad Arbus, San Sisinnio a Villacidro, Santa Vitalia a Serrenti, la Madonna d’Itria e San Salvatore a Villamar, Santa Mariaquas a Sardara.
Ogni ricorrenza si differenzia dall’altra, l’elemento identico e il più caratteristico è sicuramente la partecipazione generale della popolazione e dei turisti.
Da Villamar, il paese più piccolo, a Villacidro, il più grande e capoluogo di provincia, in queste occasioni è la comunità che si mobilita, nascono i comitati volontari sotto la guida dei rispettivi parroci, le associazioni, in particolare le Pro loco. Entusiasmo generale per un’espressione culturale, oltre che di fede e devozione: un binomio vincente tra il sacro e il profano.
Eventi secolari
Sant’Antonio di Arbus e San Sisinnio di Villacidro raccontano ciascuno 400 anni di storia. «La processione di circa 30 chilometri, una delle più lunghe in Europa- ricorda l’assessore al turismo di Arbus - William Collu- con le traccas e il rito sa ramadura, sono i tratti identitari e salienti della festa. Porta d’ingresso della stagione balneare della Costa Verde». E il sindaco, Paolo Salis: «In graduatoria ci siamo per la quarta volta. Ricordo la delusione del 2022 per l’esclusione, la soddisfazione per il ripescaggio e le riconferme».
Il sindaco di Villacidro, Federico Sollai: «Un contributo di 60mila euro è il riconoscimento del lavoro svolto per valorizzare Sa Festa Manna in onore di San Sisinnio, tradizione autentica, e creare nuove opportunità di sviluppo per il paese e per la visibilità del Medio Campidano».
Le novità
Dallo scorso anno ne fa parte anche Sardara con l’evento in onore di Santa Mariaquas, patrona della diocesi di Ales-Terralaba e compatrona della cittadina termale. «Far parte degli eventi identitari – ricorda l’assessore alla cultura, Antonio Mameli- è motivo di orgoglio e frutto del lavoro portato avanti soprattutto dal comitato, i cinquantenni del paese». Il sindaco di Serrenti, Leo Talloru: «Per noi è la prima volta. Grazie al prezioso impegno del comitato, per la maggior parte giovani, e della Pro loco rinnovata. Santa Vitalia è la festa del territorio». Ed è la prima volta anche per Villamar.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
