Washington. A pochi giorni dalla sua deposizione sul caso Jeffrey Epstein a Capitol Hill -prevista per il 26, il giorno dopo deporrà suo marito, l’ex presidente Bill - Hillary Clinton contrattacca e accusa Donald Trump di aver insabbiato i documenti sul finanziere pedofilo. In un’intervista alla Bbc dopo il suo durissimo intervento alla conferenza sulla sicurezza di Monaco, dove ha accusato il presidente americano di aver «tradito l’Occidente», Hillary Clinton ha esortato l’amministrazione a «pubblicare tutti i documenti» sul mostro, sostenendo che «stanno procedendo a rilento».
E intanto non c’è pace per la famiglia reale britannica. L’ex duchessa di York, Sarah Ferguson, è in una posizione sempre più critica: i suoi rapporti col finanziere hanno trascinato nello scandalo anche le due figlie, Beatrice e Eugenie. Soprattutto per la mail inviata a Epstein nel 2009, dopo la condanna per prostituzione femminile, in cui Sarah parla di un «weekend di sesso» della sua figlia più piccola, Eugenie, allora 19enne, «con un ragazzo affascinante». Quell’anno, cinque giorni dopo la sua scarcerazione, Epstein fu raggiunto a Miami da Sarah Ferguson per un pranzo con le due figlie. Il viaggio di tutte tre fu coperto dal finanziere, per un totale di 14mila dollari. È spuntato poi un biglietto di Natale di Andrew, fotografato con Beatrice ed Eugenie, nel quale augurava al pedofilo «tanta gioia e felicità in questo periodo e per l’anno a venire». Il biglietto, firmato a mano «Sua Altezza Reale il Duca di York», risale al 2011, sempre pochi mesi dopo il rilascio di Epstein dal carcere, un anno dopo che l’ex principe ed ex marito di Sarah Ferguson dichiarato di aver chiuso qualsiasi rapporto con il mostro.
E da Londra arriva la notizia che sei società legate a Fergie sono in liquidazione e saranno cancellate entro dieci giorni. Dalle sue email con Epstein è emerso che Sarah si era trovata a gestire un ammanco da 6 milioni di sterline, del quale si lamentava con l’amico. Le società in via di scioglimento sono state costituite più di dieci anni fa e la maggior parte viene classificata come «società dormiente».
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