Carnevale

Da Tempio a Cagliari, carri e maschere in piazza 

Il ritorno del corteo nel capoluogo e il grande rogo di Re Giorgio in Gallura 
Cagliari 17 febbraio 2026- Sfilata carnevale martedì grasso - S. Anedda Endrich
Cagliari 17 febbraio 2026- Sfilata carnevale martedì grasso - S. Anedda Endrich
Cagliari 17 febbraio 2026- Sfilata carnevale martedì grasso - S. Anedda Endrich

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Re Giorgio taglia il traguardo, l’edizione 2026 di Lu Carrasciali, dimezzata dal maltempo, alla fine è arrivata al capolinea. Migliaia di persone infreddolite ieri hanno assistito all’ultima sfilata a Tempio e soprattutto alla condanna del Re della Sei Giorni. È stato un processo “politico” quello a Gjolgju Puntogliu, la campagna per le imminenti elezioni comunali nell’Isola ha dato molti spunti al pubblico ministero che ha indicato le parole d’ordine degli amministratori in carico: «L’importante è restare». Chi non è rimasto sul trono è stato Giorgio, bruciato subito dopo la condanna. Ha fatto man bassa di premi il carro del gruppo Quelli del Karnevale del “carrascialaio” Salvatore Siazzu. L’edizione 2026 avrà una probabile coda in aprile per recuperare le sfilate annullate.

Cagliari

Coriandoli sull’asfalto, musica che rimbalza tra i palazzi, maschere colorate. Il penultimo atto del Carnevale cagliaritano accende il centro con circa 200 figuranti delle associazioni coinvolte – Viking Group, Comitato del Villaggio dei Pescatori e La Torre Onlus – e una partecipazione stimata intorno alle 1500 persone. Da piazza del Carmine a piazza Yenne, poi via Manno e viale Regina Margherita, la città risponde. «Finora è andata benissimo – commenta Fabrizio Aramu, presidente dei Viking Group –. Domenica a Sant’Avendrace c’erano quasi quattromila persone e 800 maschere. Riportare i carri era un mio sogno». E guarda avanti: «L’anno prossimo vogliamo raddoppiare carri e sfilate». Tra la folla Debora, arrivata da Decimomannu con la piccola Beatrice, 4 anni, vestita da fatina: «È il nostro primo Carnevale qui, conosce tutte le canzoni. È chiassoso e divertente».

Samassi

Già dalla mattina di ieri, a Samassi, si respirava un’aria diversa dal solito. Più frizzante, più leggera. Tra brillantini, trucchi sgargianti e costumi pronti a essere indossati, nel pomeriggio le strade si sono animate per la sfilata del Carnevale Samassese, arrivata alla edizione numero 72. Accanto ai carri storici del paese, come “Il Giullare” e “H2O”, si sono affiancate negli ultimi anni anche realtà più giovani, come quella de “Los Bandoleros”. Anche quest’anno, carri grandi e piccoli, sono riusciti a tenere fede alle aspettative, regalando al pubblico divertimento e spettacolo, insieme alla meraviglia delle grandi creazioni in cartapesta e a diversi gruppi: l’Associazione Carnevale Samassese, Gli Sbandieratori, Majorettes, Boomerang, Janas, Sana Spagu, Associazione Tragera, Flaminghez, The Family Group, Ghettadasa a Pari e Sa Castangia. La presidente del comitato, Manuela Sanna, ha sottolineato che «negli ultimi anni, con tanto impegno e grazie alla collaborazione di volontari e associazioni, siamo riusciti a risollevare il Carnevale e a riportarlo al centro della vita del paese». Soddisfatto anche il vicesindaco Giacomo Onnis: «Quest’anno Samassi è stato inserito nel cartellone regionale dei Carnevali di Sardegna».

Orani a Venezia

Grande successo al Carnevale tradizionale di Venezia per la maschera di Su Bundu di Orani. Il gruppo si è esibito portando la tradizione in piazza San Marco, davanti a migliaia di spettatori. Con loro anche i suonatori di launeddas allievi di Luigi Lai, mentre Fabio Vargiolu ha parlato della storia dello strumento musicale più antico del Mediterraneo. Al sindaco di Orani, Marco Ziranu, è stato consegnato il gagliardetto ufficiale del Comune di Venezia. «Ancora una volta la Sardegna ottiene un grande successo - dice il presidente del comitato regionale Pro Loco Unpli Sardegna Raffaele Sestu -. L’accoglienza del pubblico ripaga i sacrifici». Il presidente della Pro Loco di Orani, Gianni Demontis, e quello del gruppo Su Bundu, Francesco Noli aggiungono: «È stata un’emozione incredibile rappresentare il nostro gruppo e la Sardegna».

Barbagia

Un martedì da tutto esaurito per le sfilate identitarie di Ottana e Mamoiada dove, complice la fine delle intense piogge, centinaia di persone hanno partecipato agli appuntamenti. Autentici protagonisti i giovanissimi dei gruppi dei Mamuthones e Issohadores e dei Boes e Merdules che proseguono il filo conduttore fra identità e tradizione. A Ottana, dal tardo pomeriggio, l’evento interamente dedicato alle nuove di “Pitzinnos Caratzaos” giunto quest’anno alla seconda edizione e dove, oltre ai padroni di casa si sono esibiti anche i coetanei di Su Bundhu di Orani, Is Cerbus (Sinnai) passando poi per i Mamuthones samughesi, seguiti da S’Urtzu e Sos Bardianos (Ula Tirso), Sos Corriolos (Neoneli) e infine Is Scruzzonis di Siurgus Donigala.

Bosa

Ieri il giorno più autentico e identitario di Carrasegare ‘Osincu. Un rito che ha unito comunità, storia e tradizione in un momento unico e carico di significato. Al mattino S’Attittidu con le maschere in nero, la sera Giolzi con quelle in bianco: due momenti diversi, un’unica esperienza vissuta dal vivo da migliaia di persone.

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