Magomadas.

Fanghi sotto sequestro: ora potrebbe scattare la confisca 

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Il caso dei fanghi pugliesi arrivati in Planargia aveva fatto grande clamore. La vicenda è finita in Tribunale e adesso il procedimento per la gestione di rifiuti non autorizzata è alle battute finali. A processo Leonardo Galleri, socio di minoranza e rappresentante legale della Geco (società che gestisce l’impianto di trattamento dei fanghi) difeso dall’avvocato Danilo Mattana. Ieri in Aula la giudice Chiara Lai, subentrata alla collega Paola Bussu a processo ormai in chiusura, ha preso atto della prescrizione dei reati ma poi ha rinviato al 22 maggio. Resta il problema dei fanghi ancora sotto sequestro, la Procura ne chiederà la confisca ma se ne discuterà nei prossimi mesi.

L’indagine è partita a fine 2021 dopo varie segnalazioni ed esposti da parte dei residenti tra Magomadas, Tresnuraghes, Flussio e Tinnura esasperati per i miasmi e preoccupati per la qualità della vita messa a rischio da un possibile inquinamento ambientale. Dopo gli accertamenti della Forestale erano scattati i sigilli all’impianto (ordinanza poi in parte revocata). La Procura con il pm Marco De Crescenzo contesta l’attività di raccolta, trasporto, smaltimento di rifiuti senza le necessarie autorizzazioni e l’emissione di vapori e odori pericolosi. La Geco ha sempre sostenuto di avere tutte le carte in regola e le autorizzazioni. ( v. p. )

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