Pescara. È stata rafforzata la vigilanza alla presidente del Tribunale dei minori dell’Aquila, Cecilia Angrisano, che nei mesi scorsi è stata oggetto di attacchi e minacce sui social, per la nuova ondata di polemiche dopo la decisione di venerdì scorso di allontanare la madre della cosiddetta famiglia del bosco dalla struttura protetta e di trasferire i figli altrove.
L’appello
Una nuova escalation in cui si inserisce l’appello del papà Nathan che invita tutti a non organizzare presìdi o proteste davanti alla casa famiglia o alle abitazioni private, per evitare di gettare benzina sul fuoco dello scontro tra istituzioni che ha catalizzato, di nuovo, la massima attenzione di tutto il paese. Lunedì la presidente Angrisano e il procuratore David Mancini hanno sottolineato che «ogni iniziativa giudiziaria è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età», condannando i «toni aggressivi e non continenti» dei commenti ricevuti in questi giorni.
I messaggi
A loro difesa è intervenuto anche il presidente dell’associazione italiana magistrati per i minorenni e per la famiglia, Claudio Cottatellucci, sostenendo che «i messaggi che sono arrivati sono di una violenza verbale inaccettabile. Quanto successo - spiega - è anche l'effetto dei social e di un certo imbarbarimento della comunicazione e dei social».
Secondo Cottatellucci i provvedimenti dei giudici, pur non essendo infallibili, seguono comunque «criteri legali molto precisi e stringenti» e possono essere impugnati. Inoltre «i bambini non sono dello Stato e non sono dei genitori: sono soggetti autonomi, titolari di diritti».
In tribunale
Intanto al Tribunale dell'Aquila si attende in settimana l'arrivo degli ispettori, su indicazione del ministro della Giustizia Carlo Nordio, per completare l'istruttoria e valutare eventuali azioni disciplinari nei confronti dei magistrati coinvolti nel procedimento. In questi giorni, con quattro visite consecutive, è il papà Nathan a dare sostegno ai bambini, con la tacita speranza, anche grazie al lavoro di intermediazione della Garante regionale per l'infanzia Alessandra De Febis, di non perdere il contatto con i figli.
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