Non decolla, in viale Ciusa, la “fase 2” della riqualificazione dell’ex distilleria Zedda Piras. La burocrazia frena infatti l’avvio dei lavori di restauro nella cosiddetta “zona vecchia”, che sarebbero dovuti partire un anno e mezzo fa. Nel frattempo - complice lo stato di abbandono dell’area e il forte maltempo degli ultimi mesi - le strutture industriali sorte ai primi del Novecento risultano sempre più ammalorate, con diversi caseggiati che cadono letteralmente a pezzi tra coperture in legno collassate e muri in làdiri (il tradizionale mattone sardo in terra cruda) gravemente lesionati e pericolanti soprattutto in coincidenza dello svincolo dell'Asse mediano, con seri rischi per l’incolumità pubblica.
La situazione
In disuso dal 1982, gli impianti della leggendaria distilleria, produttrice del noto liquore a base di mirto, dovranno essere prima di tutto messi in sicurezza, poi restaurati e valorizzati, a cominciare dalla splendida ciminiera, memoria e simbolo del passato industriale. «L’Amministrazione», riferisce l’assessore comunale alla Pianificazione strategica, urbanistica e ambientale, Matteo Lecis Cocco Ortu, «ha lavorato in questi mesi proprio per sbloccare un intervento fermo da tempo, relativo al completamento del piano attuativo dell’area dell’ex Zedda Piras». Un compendio rilevante - 27 mila metri quadri all’ingresso di Pirri - e un intervento importante «che si inserisce pienamente nelle politiche di rigenerazione urbana che stiamo portando avanti, orientate al recupero e alla rifunzionalizzazione di ambiti dismessi o sottoutilizzati, evitando così nuovo consumo di suolo e valorizzando il patrimonio esistente».
Tempi incerti
«Gli uffici hanno quindi lavorato per rimuovere gli ostacoli che negli anni avevano rallentato l’attuazione del piano, creando le condizioni per consentire finalmente ai soggetti privati di poter procedere», assicura l’esponente della Giunta, «per cui ora siamo in attesa della presentazione del progetto di recupero da parte dei privati stessi; una volta depositato, potranno essere attivate le procedure autorizzative necessarie per arrivare alla realizzazione dell’intervento». L’obiettivo finale è chiaro: «Consentire il recupero dell’area affinché possa trasformarsi in un nuovo polo direzionale capace di servire una porzione strategica della città tra Sant’Alenixedda e Fonsarda». Non resta dunque che attendere che l’impasse sia superato.
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