Il vertice.

Europa in cerca di unità e difesa, il Ppe rilancia la sfida 

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ZAGABRIA. Da un lato Donald Trump, dall’altro Russia e Cina. In mezzo, la costante crescita dei populisti. Al vertice dei Popolari a Zagabria il menù iniziale non è stato dei più promettenti.

Una ventina di leader si sono incontrati nella capitale croata per tirare fila sulle priorità da seguire da qui ad almeno i prossimi 12 mesi. Il senso di emergenza è stato subito evidente a tutti. Ed è stato messo nero su bianco nel documento redatto alla fine della due giorni.

«Il mondo di oggi è più ostile, l’Europa fatica a dimostrare la propria sovranità», è la premessa del testo, che individua quattro obiettivi di massima: la difesa comune, la competitività, la sfida demografica, la lotta all’immigrazione irregolare. L’Ue, è stata la riflessione emersa negli incontri, così come l’abbiamo conosciuta rischia di disgregarsi e di capitolare di fronte al prossimo ciclo di allargamento.

«Servono soluzioni concrete e obiettivi di visione», è il mantra sul quale i leader del Ppe concordano. Venerdì sera si è discusso dell’Europa che verrà. A venir fuori è stata l’idea di approfondire quell’articolo 42.7 dei Trattati che, sancendo la mutua difesa, costituisce per la Nato l’articolo 5. Ma oggi, c’è un alleato di cui non ci si può più fidare: Donald Trump. «Le relazioni Ue-Usa hanno subito una svolta considerevole. Dobbiamo impegnarci per costruire una difesa europea più forte entro il 2030».

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