Via Vittorio Emanuele.

Emergenza sicurezza dopo l’ultimo raid: «Ora abbiamo paura» 

La bomba contro la tabaccheria preoccupa negozianti e residenti 

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Se non fosse per il vetro spaccato e l’insegna traballante, si farebbe fatica a credere che soltanto un giorno fa, qualcuno abbia piazzato in via Vittorio Emanuele, davanti al distributore automatico di sigarette, una bomba carta potentissima.La tabaccheria di Alessio Carucci, ieri mattina era aperta regolarmente con tantissimi clienti accorsi anche per esprimere parole di solidarietà e vicinanza dopo l’attentato di giovedì.

Anche i cinesi che vivono ai piani superiori della palazzina dove si trova la tabaccheria, uno dei quali rimasto leggermente ferito a un piede da una scheggia di vetro dopo l’esplosione della vetrata del balcone, erano regolarmente al lavoro per cercare di dimenticare una notte che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi. E mentre le forze dell’ordine indagano per far luce su quanto successo, nella zona c’è apprensione e paura.

La paura

«Purtroppo la zona tra via Vittorio Emanuele e piazza IV Novembre la notte è abbandonata a sè stessa» dice Antonella Bergamo titolare de La Botteghella in via Vittorio Emanuele, «l’episodio dell’altra notte ha davvero colpito tutti. Siamo preoccupati e non potrebbe essere altrimenti. Io mi sono accorta di cosa era successo, venerdì mattina quando sono arrivata per aprire il negozio e ho visto il vetro rotto». Anche Lucia Pani che ha la rivendita di surgelati qualche metro più avanti ha saputo dell’attentato la mattina dopo, «mi hanno raccontato tutto e sono rimasta molto scossa. I carabinieri hanno visionato anche le immagini delle mie telecamere, ma non si vedeva niente perché sono puntate in un’altra direzione».

Il precedente

Dall’altra parte della strada Patrizia Bello, davanti al suo salone Dive Parrucchieri, sente riaffiorare paura e ricordi. Anni fa anche nel suo negozio era stata lanciata una bomba carta. «Avevo aperto da appena un giorno e avevano lanciato una bomba carta in un delle finestrelle sul retro. La bomba aveva distrutto tutto: i muri, l’attrezzatura appena comprata. È stato un colpo terribile ma sono rimasta e sono andata avanti». Quando ha saputo dell’attentato alla tabaccheria «ho detto “sono stati poco furbi” perché adesso qui intorno è pieno di telecamere. Pensando invece ai titolari della rivendita sono stati, nella sfortuna, fortunati perché hanno avuto danni lievi rispetto ai miei. La notte qui non è sicuro: due anni fa mia mamma è stata scippata in via Mori e la sera in negozio mi chiudo sempre a chiave».

Gli anziani

In piazza IV Novembre, ritrovo di gruppi di anziani, non si parla d’altro che dell’attentato. Si fanno ipotesi e si esprimono pareri.Chissà cosa è successo» dice Salvatore Congiu, «forse volevano rubare o chissà. Di certo i titolari della tabaccheria sono delle bravissime persone benvolute da tutti, sempre gentili. Io di notte non esco ma per sentito dire, so che la piazza è frequentata da ragazzi scalmanati». Di fianco a lui Antonio Cara aggiunge, «abito in via Mori e ho sentito quel boato fortissimo. Stavo uscendo dal bagno, mi sono spaventato tantissimo. Secondo me o è un atto vandalico, o un furto andato male o anche un dispetto. Qui in piazza la notte è un po’ come in altre zone della città, si riuniscono dei gruppi, sgommano e così via. Certo ci vorrebbero più controlli, magari un presidio fisso dei carabinieri, ma come fanno? Non potrebbero stare fermi qui, quanti agenti ci vorrebbero?».

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