Ungheria

Elezioni, Orban in difficoltà passa all’attacco: «È un complotto» 

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BUDAPEST. Le parole di sostegno sono le stesse di sempre, il palcoscenico - Truth - anche. A cambiare, questa volta, è il peso del momento. Archiviata l'operazione JD Vance, a due giorni dal voto Donald Trump è tornato a spendersi per Viktor Orban - «l’amico, il leader forte», colui che «ha protetto la sua nazione» - con un messaggio aperto agli ungheresi sul suo social preferito: «Votatelo». Il premier ha ringraziato, ma soprattutto è passato all'attacco. Non accetta la narrazione che lo dipinge come il regista dei brogli. Lo aveva annunciato scendendo dal palco di Debrecen, la roccaforte non più granitica: «Aspettatevi un video con alcune novità importanti». Puntuale, il messaggio è arrivato su Facebook, portando con sé un'ulteriore escalation. «L'opposizione complotta con servizi di intelligence stranieri, senza fermarsi davanti a nulla», ha accusato il leader di Fidesz con il dito puntato al rivale Peter Magyar, denunciando «minacce di violenza», «accuse di brogli inventate» e tentativi di influenzare lo spoglio. Un messaggio che tradisce la difficoltà davanti a sondaggi che - per la prima volta dopo 16 anni di governo ininterrotto e una parabola iniziata nel 1989 - lo vedono perdere la leadership.

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