Referendum, il Sì

Di Pietro: «È mostruoso sostenere che il ministro potrà controllare il Pm» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Antonio di Pietro risponde da Rovigo, in un ritaglio di una mattinata di campagna elettorale. Poi per sostenere la riforma della giustizia andrà a Ravenna, dopo sarà a Faenza e concluderà a Bologna. Non dev’essere rilassante, ma «lo considero il dovere civico di una persona informata sui fatti. Io nei palazzi di giustizia ho ricoperto tutti i ruoli escluso quello della persona condannata, perciò capisco bene lo stato d’animo di chi entra in aula: penso che si sentirebbe più sereno se vedesse che chi giudica e chi sostiene l’accusa non fanno parte della stessa famiglia. A lei piacerebbe giocare una partita sapendo che arbitro e avversari fanno parte della stessa squadra»?

Lei quando era Pm prendeva il caffè con i giudici?

«Caffè ne ho presi, certo. Ma il concetto qui è che non bisogna solo essere trasparenti, bisogna anche apparirlo».

Come sarebbe stata Mani Pulite con il Pm disegnato da questa riforma?

«L’inchiesta Mani Pulite si potrà fare domani esattamente come si poteva fare ieri e come si può fare oggi, dato che a legge costituzionale invariata il Pm risponde solo alla legge, ha l’obbligo dell’azione penale e può accertare anche le prove a favore dell’indagato. Nonostante ciò che dicono quelli che denigrano la riforma, un’inchiesta come quella si potrà fare comunque perché il pubblico ministero rimane totalmente indipendente».

Ma lei è sicuro che la riforma non sia l’anticamera di un Pm sottoposto al ministro della Giustizia?

«Questa è una falsità mostruosa, in nessun passaggio della riforma sta scritto che vengono sottratte autonomia e indipendenza all’autorità giudiziaria. Non solo, c’è un altro articolo della Costituzione che dice che il giudice è inamovibile. Insomma, per sottoporre il Pm al ministro bisogna cambiare la Costituzione: prima devono tornare da lei e da me e chiederci che cosa ne pensiamo, e sono sicuro che il novantanove per cento dei cittadini direbbe di no».

Quindi ha ragione Nordio...

«Se permette ha ragione Di Pietro: mi basto e mi avanzo».

Mani Pulite è stata un plotone di esecuzione?

«È stata un’inchiesta che ha accertato fatti che costituivano reato ed è andata avanti senza guardare in faccia a nessuno, ladri di polli o ladri di Stato. E per fare un’inchiesta così, oggi come ieri, basta un magistrato che ne abbia la voglia e il coraggio. Perché a quel punto lo possono fermare solo un altro magistrato o un quintale di tritolo» .

Perché un componente del Csm estratto a sorte dovrebbe essere migliore di uno che ha la stima e il consenso dei colleghi?

«Perché il Csm non è il condominio dei magistrati: è un organismo di garanzia presieduto dal capo dello Stato e i condomini sono i cittadini. Chi ne fa parte non deve fare gli interessi di chi lo ha eletto né prendere decisioni in base alla corrente ideologica a cui appartiene, ma nell’interesse della collettività».

È più imbarazzante stare dall’altra parte della barricata rispetto a molti ex colleghi o nella stessa del centrodestra, i cui esponenti ai tempi di Mani Pulite ve ne dicevano di tutti i colori?

«Io leggo le carte, non mi interessa chi le propone ma quel che c’è scritto. E gli effetti che conseguono. E comunque la riforma della giustizia non è “un’idea di centrodestra”: fu proposta anche dal centrosinistra quando io ero al governo. E la sostengono molti esponenti della magistratura, metterle sopra il cappello del centrodestra è abusivo».

La propone il centrodestra.

«Dopo 40 anni che ne parliamo, forse sarebbe il caso smettere di guardare chi la propone e leggerla per come è».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI