C'è il bello e il brutto, il pulito e lo sporco. Ci sono zone di serie A e zone di serie B. A Cabras non è tutto oro quello che luccica. Tante zone impeccabili, pulite e ordinate, senza erbacce né degrado. Altre, invece, sembrano spazi dimenticati. Un contrasto curioso e sotto gli occhi di tutti, anche dei tanti turisti che iniziano ad affollare la costa del Sinis per trascorrere le vacanze.
La porta del paese
Passando da corso Italia, salta all’occhio l’ingresso del centro abitato. I marciapiedi sono impraticabili a causa dell’erba incolta che non viene tagliata da mesi. All’interno delle aiuole, piccole foreste di sterpaglie. Chi è a piedi deve per forza camminare in strada. Ma non va meglio all’ingresso provenendo dalle spiagge o vicino alla marina di Torregrande. I marciapiedi a ridosso del museo civico Giovanni Marongiu non sono invasi da erbacce, ma le gigantografie enormi, affisse nel lato del campo sportivo e che un tempo mostravano le bellezze del territorio, sono completamente scolorite. Una brutta cartolina per accogliere i turisti ma anche i visitatori del museo.
Il confronto
Il centro storico, chiuso al traffico da alcuni anni, è il fiore all’occhiello del paese: pulito e accogliente. Ma basta spostarsi di pochi metri per trovarsi di fronte degrado e sporcizia. La piazzetta davanti alle scuole elementari di via Cesare Battisti da alcuni giorni è diventata una discarica a cielo aperto: c'è chi ha abbandonato rifiuti di ogni genere e chi ha imbrattato le panchine con della colla. Marciapiedi ormai inesistenti per le erbacee anche nella zona di Feurreddu, periferia del paese. Stessa fotografia si può scattare in via Giovanni XXIII e vicino alla chiesa di San Giuseppe e nelle vie a ridosso il lungo stagno come via Logudoro.
Il Comune
Il sindaco di Cabras Andrea Abis ammette che in diverse zone la situazione non è delle migliori: «Il territorio comunale è molto vasto - dice - e noi, per la stagione estiva, abbiamo solo otto operai al lavoro che devono occuparsi anche della costa. Ci piacerebbe arrivare dappertutto, ma non è possibile. Inoltre è anche vero che in tante zone dove dobbiamo intervenire a breve inizieranno i lavori per la nuova rete idrica, quindi ora non avrebbe senso. Per quanto riguarda il raid vandalico di pochi giorni fa, invece, è stata presentata una denuncia da parte del Comune. Nel frattempo, abbiamo già incaricato gli operai di procedere alla bonifica. Ma la colpa non è nostra».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
