La ricerca

Dai baroni a oggi: nuove lotte in laguna 

I pescatori oristanesi protagonisti di uno studio sugli ultimi 70 anni degli stagni 

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Una storia che, come tutte quelle belle e intriganti, si rinnova perché il mondo in cui è ambientata è vivo e offre spunti sempre interessanti. L’ultimo capitolo nasce da una ricerca multiforme: documentario, libro, mostre di foto. Il mondo è quello degli stagni di Terralba, Cabras, Santa Giusta, i protagonisti sono gli operatori che ogni giorno li animano e vivono dalla pesca.

Dopo i “Baroni”

La ricerca parte dal capolavoro di Peppino Fiori che nel 1961 mandava in stampa “Baroni in Laguna” che racconta un mondo che doveva cambiare, quello degli stagni dell’Oristanese (che nel 1853 vennero ceduti dal duca Vivaldi Pasqua a un notabile di Oristano, don Salvatore Carta) e il modo in cui le nobili famiglie gestivano e trattavano i pescatori.

Da quell’inchiesta giornalistica di prim’ordine si arriva al libro di ricerca “Dopo Baroni in laguna”, condotta dall’associazione Paesaggio Gramsci: oltre 50 interviste ai pescatori che raccontano «trasformazioni, storie e memorie del lavoro in laguna e della vita delle comunità di Cabras, Terralba e Santa Giusta da quando le luci dei riflettori, accese in occasione delle lotte antifeudali raccontate da Peppino Fiori e poi da Ugo Dessy, si sono spente».

“Sale nel sangue”

Il documentario “Sale nel sangue”, che contiene parte di queste interviste, ha la regia di Franco Brogi Taviani (un maestro con oltre 50 titoli alle spalle fra documentari e film e altrettanti premi vinti). Verrà distribuito sia in una versione lunga (140 minuti) e sia in una ridotta di 50; la presentazione a maggio a Marceddì e a Cabras alla presenza del regista e del suo aiuto (e direttore della fotografia) Mauro Raponi.

Il libro

Le testimonianze dei pescatori sono state raccolte da sette ricercatori della facoltà di Lettere e di quella di Economia dell’università di Cagliari, coordinati da Valeria Deplano e Giuseppe Melis: ore di audio-registrazioni che si potranno leggere sul libro “Dopo Baroni in laguna”. Curato dalla docente di storia contemporanea, contiene contributi di Umberto Cocco, Nicola Medda, Camilla Musa, Corinna Raimondi, Rossella Sanna e Alessandro Usai.

«A emergere sono le trasformazioni negli ultimi 70 anni del territorio e delle comunità – dice Deplano - e soprattutto le elaborazioni memoriali presenti all’interno delle stesse comunità attorno alle lotte dei lavoratori, al significato del lavoro di pesca, ai passaggi generazionali, ai rapporti con le istituzioni, con l’ambiente, con il turismo. In termini più generali, in un panorama in cui la storia sociale ed economica della Sardegna del Novecento è ancora da scrivere, il volume contribuisce all’allargamento della conoscenza storica sull’Isola in età contemporanea».

La mostra

E infine le fotografie di Mauro Ramponi che verranno esposte da maggio per le vie del centro storico di Cabras e poi anche a Marceddì, borgata di Terralba.

«Le immagini provano a superare la testimonianza visiva didascalica, legata al mestiere o allo stile di vita, per cercare una dimensione astratta – commenta Mauro Ramponi – Dimensione suggerita dalla presenza di un paesaggio che domina su tutto, a perdita d’occhio, sempre diversamente uguale. Lo stagno è vissuto dai pescatori non solo come risorsa economica ma come stato mentale, il luogo dove l’elemento umano e quello geografico vivono della stessa tensione fino ad appartenersi l’un l’altro».

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