Ciclismo.

Crono a Evenepoel, Cattaneo batte Ganna 

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Nessuna sorpresa nell'unica cronometro individuale del Tour de France: contro il tempo è Remco Evenepoel a non avere nemici. Per il tricampione del mondo della specialità, secondo successo di tappa di fila dopo Plateau de Solaison di domenica, mentre Tadej Pogacar non rischia e cede soltanto 28”, restando saldo in maglia gialla. Distanti, tutti gli altri, con Ayuso che perde terreno da Del Toro e Seixas, separati da 20” per podioe maglia bianca. Le strette strade che portano da Évian les Bains a Thonon les Bains, però, sono fatali per il co-capitano del belga alla Red Bull-Bora: il tedesco Florian Lipowitz, terzo lo scorso anno sulle strade di Francia, che cade in una difficile curva ed è costretto al ritiro.

La sorpresa

La lunga salita iniziale, quasi 10 chilometri poco sopra il 4%, taglia fuori gli specialisti puri, compreso Filippo Ganna, che non riesce nemmeno a sedersi sulla “hot seat” di chi è al primo posto provvisorio. È un altro, però, l'italiano a conquistarla dopo 16 km del tracciato, finché all'ultimo gli uomini di classifica non lo costringono ad alzarsi. È Mattia Cattaneo, 35 anni, compagno di Remco e “Lipo”, che si concede un sogno per metà e chiuderà sesto: «È una di quelle giornate che capitano poche volte nella carriera», racconta il bergamasco alla Rai subito dopo il suo arrivo. «Sono super contento, ci tenevo a questa crono, ho spinto forte in salita e in pianura. In discesa ho tirato un po' i freni perché io sono un umile gregario a servizio dei miei capitani e quindi è giusto stare un po' attenti». Parole di un ciclismo di altri tempi, mentre i supercampioni polivalenti arraffano tutto su ogni terreno.

Festa belga

A spuntarla è secondo pronostico Evenepoel, nel giorno della festa nazionale belga: «Era molto tempo che non succedeva, sono contento di sfatare il tabù. Fare doppietta al Tour è fantastico, ma Lipowitz è caduto, è una vittoria un po' agrodolce». Lo sloveno Pogacar mantiene un vantaggio colossale (4'32”) sul belga, che a sua volta ha oltre due minuti di margine sul terzo posto: un buon cuscinetto, anche se la sua tenuta sule Alpi è da vedere. Oggi la Chambéry-oiron di 174,7 km, con tanta salita nella prima parte, è un’occasione per i coraggiosi. Pogacar potrà limitarsi a controllare.

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