Macomer.

«Cpr, emergenza autolesionismo» 

La denuncia di Leoluca Orlando: oltre cento casi nell’arco di dieci mesi 

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Oltre cento atti di autolesionismo negli ultimi dieci mesi. Sciopero della fame e tentati suicidi. La realtà che emerge dal Cpr di Macomer è agghiacciante. La illustra l’europarlamentare Leoluca Orlando al termine della visita dei giorni scorsi. «Erano presenti circa 40 detenuti», spiega. E aggiunge: «Dai dati acquisiti anche documentalmente durante la visita si è confermato, nonostante l’impegno di operatori e forze dell’ordine, la situazione di degrado e sofferenza della detenzione amministrativa in aperto contrasto con altre determinazioni giudiziarie, da ultimo anche di una recentissima sentenza della Corte costituzionale che ha affermato la violazione da parte della legislazione vigente dell’articolo 13 della Costituzione sulla inviolabilità del diritto alla libertà personale».

Le polemiche

La visita di Orlando, entrato nel centro migranti assieme all’avvocato Dario Zimmardi del Parlamento europeo, è stata accompagnata da polemiche. «È stato interdetto l’accesso alla struttura ai collaboratori Sara Chessa e Liliana Fais, infermiera e mediatrice culturale di Emergency, e a Sabrina Mura, avvocata di Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione)», ha denunciato l’europarlamentare di Avs puntando l’indice sul Capo di Gabinetto della Prefettura che, a sua volta, ha spiegato: «L’onorevole Orlando e il suo assistente parlamentare hanno avuto immediatamente riconosciuta la facoltà di fare accesso al centro, nel pieno rispetto delle prerogative e avvalendosi della completa collaborazione del personale presente. In doverosa conformità alla normativa e alle direttive ministeriali, non è stato possibile consentire l’ingresso alle ulteriori persone al seguito, in quanto meri collaboratori occasionali non incardinati nell’ufficio del parlamentare. Nonostante la precedente richiesta dalla Prefettura di trasmissione dei relativi contratti, questi sono stati esibiti soltanto al momento della presentazione all’ingresso al centro, impedendone quindi un precedente esame».

Sanità

Al di là del botta e risposta, Orlando denuncia anche «la lacunosità delle certificazioni della Asl competente sulle condizioni psicofisiche di molti detenuti a cui viene negato il diritto alla salute». Tema evocato anche nei volantini affissi nel centro di Nuoro, firmato da “Anarchici contro carcere e repressione”: «Tacere le condizioni in cui arrivano i migranti in ospedale e rimandarli nel Cpr, nello stesso luogo disumano che risulta l’evidente causa delle loro lesioni, dei loro traumi mentali e fisici, non solo significa venir meno al ruolo di cura che dovrebbero avere i professionisti sanitari, ma anche diventare complici». Messaggio riassunto da uno striscione, sistemato davanti alla sede Asl di Nuoro. (m. o.)

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