Viale Sardegna.

Corsa d’esordio del bus per Abbasanta per pochi passeggeri 

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«Sto prendendo il biglietto per la navetta che mi porterà ad Abbasanta», diceva ieri mattina Claudio Solinas, del comitato Trenitalia Nuorese, mentre attendeva che nel piazzale Arst di viale Sardegna arrivasse il pullman blu dell’azienda regionale dei trasporti. Con lui, incuriositi dalla novità, per la corsa delle 11.05 c’erano appena due viaggiatori. «Per la prima corsa, quella delle 7, avevo però a bordo 10 persone», premette Maurizia Spina, autista Arst che ha tenuto a battesimo il nuovo servizio bus-treno. Una partenza un po’ in sordina. «Va bene in questa fase la navetta, ma nessuno indietreggi sul vero obiettivo: la nuova linea ferroviaria Nuoro-Abbasanta», rimarca Solinas.

Il centro intermodale di via Trieste ancora non è pronto per accogliere i pullman. Così, il servizio di bus-navette per raggiungere la ferrovia targata Rfi, con partenza dal capoluogo e arrivo ad Abbasanta, per il momento si snoda dall’angusto deposito nuorese di viale Sardegna. Poco curato, alquanto pasticciato e provvisto solo di una biglietteria elettronica. Costo del “titolo di viaggio”: 4 euro e 30. Poi, però, dopo 50 minuti di pullman, occorre fare scalo nella cittadina dell’alto Oristanese. Il tempo per un nuovo ticket (da 9 euro e 50), a quel punto, è davvero risicato. Meno di un quarto d’ora per “conquistare” il lasciapassare verso il treno veloce per Cagliari.

Ecco in sintesi il nuovo servizio bus-treno, annunciato dalla Regione alcune settimane fa. Dodici corse, un primo passo per ridurre l’isolamento del centro Sardegna. Quella voglia disperata di una ferrovia a scartamento ordinario. «Non ci possiamo accontentare di una “navetta”», ribadisce Solinas. «Nuoro ha diritto di avere uno sviluppo economico serio e strutturato».

Intanto, dopo la partenza di ieri, in rete sono comparse le prime discussioni sul servizio varato da Arst e Regione. La viaggiatrice Giusi Pintori sentenzia: «Bisogna sperare di arrivare ad Abbasanta in tempo per prendere il treno. Perché, a quanto pare, la coincidenza non è garantita: se il bus ritarda e il treno parte, il problema è del passeggero».

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