Non è più soltanto una sensazione. Le segnalazioni di attacchi e comportamenti aggressivi si moltiplicano, soprattutto in questo periodo dell’anno, quando gli adulti difendono i pulli. Ma insieme agli assalti aumentano anche le incursioni nei cestini dei rifiuti, i raid tra i tavolini dei bar, il frastuono del gracchio e le proteste dei residenti. Un allarme diffuso in tutti i quartieri, da Genneruxi al Quartiere Europeo, dal Quartiere del Sole a Castello, al punto che un gruppo di cittadini ha inviato agli enti competenti per chiedere «un intervento urgente e risolutivo». Questo perché, essendo la cornacchia una specie protetta dalla legge (del 1992), i privati cittadini non possono intervenire con metodi di contenimento, abbattimento o rimozione dei nidi. La Città metropolitana allora lancia un piano (triennale, 2026-2028) di contenimento, già approvato da Ispra e Regione: l’idea è di abbattere non oltre 5000 esemplari e tra le ipotesi c’è anche l’utilizzo del fucile (come ultima possibilità) esclusivamente da parte di personale formato e autorizzato. La domanda, quindi, è: si potrà sparare anche in città? Per esempio all’interno dei Siti Natura 2000, come Santa Gilla, Molentargius, Calamosca, Cala Fighera, oppure si potrà soltanto nelle aree agricole attorno alla città?
L’allarme
Le segnalazioni intanto si moltiplicano. C’è chi racconta di essere stato sfiorato da una cornacchia mentre fumava una sigaretta in balcone, chi dice di aver visto il proprio cane finire sotto attacco, chi lamenta il continuo frastuono provocato dagli stormi nelle ore serali. Ma il disagio non riguarda soltanto il rumore. Sempre più spesso, infatti, le cornacchie (attirate dal cibo) rovistano tra i rifiuti, si impossessano di sacchetti lasciati sui marciapiedi o si avvicinano ai tavolini all’aperto. «Poche settimane fa alcune cornacchie si sono scagliate contro i cani e, richiamate dalla loro reazione, il loro numero è aumentato fino a 30-40», denuncia Elisabetta Piu, residente al Quartiere Europeo.«Abbiamo fatto entrare i cani dentro casa, ma poiché le cornacchie continuavano a girare sopra nel giardino, impedendo di fatto di uscire di casa, siamo stati costretti a chiamare i Vigili del fuoco che, pur non potendo intervenire direttamente, ci hanno comunque fornito utili consigli su come allontanarle in sicurezza».
I sistemi
Il piano della Città metropolitana prevede diversi metodi di cattura per il contenimento delle cornacchie. In prima istanza, l’utilizzo di specifici dissuasori, quindi l’impiego delle trappole (Larsen e Letter-Box) che funzionano in tutti i periodi dell’anno e sfruttano, per varie ragioni, la «morbosa curiosità di questi animali». In extrema ratio , poi, è prevista la possibilità di abbatterle con l’utilizzo di “fucili ad anima liscia con calibro non superiore al 12 che potranno essere effettuati con l’utilizzo di richiami nei luoghi e nei tempi in cui arrecano danni”, si legge nel piano. Tradotto? Sarà da valutare. Di sicuro “il periodo di attuazione del piano” della Città metropolitana “è compreso tra il mesi di marzo e quello di agosto di ogni anno”, salvo necessità diverse.
L’equilibrio
L’ipotesi dell’utilizzo del fucile è destinata inevitabilmente a far discutere. I cittadini, però, chiedono un intervento deciso con una popolazione di “corvidi” in costante crescita. La sfida sarà trovare un equilibrio tra tutela della fauna selvatica e la sicurezza delle persone. Senza considerare i problemi di igiene legati alla sporcizia che creano quando “attaccano” i centini dei rifiuti. «Spesso abbiamo paura che ci attacchino», dicono i cittadini.
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