Conte all’attacco. Il presidente M5S, ieri all’Università di Sassari per un dibattito sul referendum, prende di mira il governo sul conflitto in Iran: «Meloni dica no - afferma - a qualsiasi coinvolgimento nelle azioni militari e neghi le nostre basi agli attacchi di Israele e Usa, che violano il diritto internazionale. E deve dire no all’uso delle nostre basi anche per supporto logistico».
Taccia poi l’esecutivo di immobilismo sul caro carburante, e ribadisce un “no” anche come indicazione di voto il 22 marzo: «Non vogliamo una politica preordinata alla magistratura. Questa deve applicare le leggi per tutti, anche per i politici che vogliono, come stanno dimostrando, mettersi al riparo dalle inchieste». L’ex premier si sposta poi alle criticità isolane. A cominciare dalle critiche del centrodestra sulla gestione della sanità da parte della Giunta Todde: «È ridicolo che parlino, è una situazione ereditata da loro», dice Conte, enumerando misure dell’esecutivo sardo: «I 100mila richiami per le liste di attesa, aver completato il progetto Pnrr sull’assistenza domiciliare, l’incentivo fino a 2mila euro perché i medici di famiglia si trasferiscano in aree poco abitate». Stilettata finale sui dem e le fibrillazioni nella maggioranza regionale: «Verissimo che non andiamo da nessuna parte senza il Pd, ma lo stesso vale per loro».
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