Sestu.

Colonie feline, una rete per censirle 

Volontarie allo stremo e il Comune tende una mano: caccia a nuove risorse 

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Una cucciolata lasciata per strada può diventare, nel giro di pochi giorni, una nuova emergenza. È una delle situazioni con cui si confrontano le volontarie di Sestu che si occupano dei gatti randagi. Perché esiste una realtà molto difficile da quantificare, quella dei tanti punti critici dove gli animali vengono abbandonati o semplicemente sfamati dai cittadini.

Emergenza continua

Zone non registrate dalla Asl che spingono le volontarie a mettere mano al proprio portafoglio per garantire cibo, cure e sterilizzazioni ai gatti lì presenti. Da qui nasce l’idea di un’associazione che possa censire il fenomeno, coordinare le volontarie e accedere con più facilità a finanziamenti, bandi e sterilizzazioni gratuite. «La situazione sta diventando tragica» racconta la volontaria Lia Sechi. «Il problema è che non puoi registrare tante colonie con altrettante persone diverse. Da lì l’idea delle macro colonie rionali».

L’idea

La proposta è suddividere il territorio per rioni, con un proprio responsabile, e più aree critiche al di sotto. «Per ora abbiamo censito più di 20 punti, ma aumentano di continuo. L’unica possibilità è fare delle macro aree, capire quali punti ne facciano parte e quanti ce ne sono in ciascun sito. Da lì è più facile tenere il numero sotto controllo e magari organizzare meglio le campagne di adozione» prosegue la volontaria. Il progetto ha trovato sostegno anche nel Comune, che sta collaborando al censimento, sterilizzazioni e formalizzazione del rapporto con le volontarie. «Vogliamo fare qualcosa di importante e consapevole, come diminuire i costi di gestione del fenomeno per aiutare di più le volontarie. L’associazione sarà utile a promuovere i diritti degli animali, ma anche migliorare Sestu» afferma il consigliere con delega al benessere animale Antonio Perra.

La politica

Il tema si intreccia con quello più ampio del randagismo e dei costi sostenuti dal Comune. «Le ragazze delle colonie feline si stanno facendo carico economicamente delle sterilizzazioni, quando le colonie registrate alle Asl dovrebbero poter usufruire del servizio gratuito. Più volte abbiamo proposto di rimettere mano al canile comunale: abbiamo una struttura che è costata molti soldi ed è stata abbandonata e vandalizzata» afferma la consigliera pentastellata Valentina Meloni.

L’Amministrazione intanto punta a una gestione complessiva del fenomeno che riguarda cani e gatti. «Vogliamo cercare di affrontare in maniera organica il tema, senza limitarci alle singole emergenze: dalle colonie feline e dal randagismo alle sterilizzazioni e alle adozioni, fino agli spazi e ai servizi dedicati ai cani» dichiara il sindaco Michele Cossa, «i volontari dal canto loro ogni giorno, spesso con sacrificio personale, si prendono cura degli animali sul nostro territorio. Non appena la disponibilità di risorse ce lo consentirà, stanzieremo fondi destinati a sostenere queste attività».

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