Guspini.

Colf disoccupata restituisce il Rolex d’oro 

Vale oltre trentamila euro. Il turista romano: «È l’onestà della gente sarda» 

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Certe volte è davvero oro, quel che luccica. Lo era quell’oggetto che appunto brillava nella sabbia, al bordo di una passerella a Torre dei Corsari. A Sabrina Montis, 55 anni, una disoccupata nata e residente a Guspini che si guadagna da vivere facendo le pulizie a chiamata anche nel litorale di Arbus, sembrava un bracciale. Invece era un orologio Rolex Daytona d’oro del valore superiore ai trentamila euro che qualcuno aveva perso. Senza pensarci un attimo, si è attivata per cercare chi lo aveva smarrito. Ci è riuscita e ora quell’oggetto di grandissimo valore è di nuovo al polso di Alfredo Rocca, un turista 40enne di Reggio Emilia residente a Roma. È un vulcanologo che collabora con università di tutto il mondo: ai primi di luglio è stato qualche giorno nella zona per lavoro e vacanza. È subito salito a bordo del primo aereo disponibile per la Sardegna ed è dalle mani di Sabrina Montis che ha recuperato il Rolex, grazie all’onestà della donna che peraltro non voleva tutta questa pubblicità: «Ho trovato una cosa che apparteneva ad altri e l’ho restituita. Cos’altro avrei potuto fare?».

L’appello

Il vulcanologo ha avuto l’idea vincente: su un gruppo Facebook di Torre dei Corsari ha scritto di aver perso l’orologio e Sabrina Montis gli ha risposto: «Mi scriva modello e numero di serie», ottenendo subito la prova che quel Rolex era proprio suo. E poi: «Dove glielo spedisco?». Ma lo scienziato aveva tutt’altra idea: «Sono appena sceso dall’aereo da Cagliari, ora ritorno». La donna è partita da Guspini per la località turistica e lì ha restituito l’orologio al proprietario, che l’ha ringraziata infinite volte.

La gratitudine

Oltre che in Sardegna, Alfredo Rocca è tornato anche sul gruppo Facebook di residenti nella località turistica: «Grazie davvero a tutti! Ho recuperato l’oggetto disperso, che è davvero prezioso per la nostra famiglia perché legato al ricordo di una persona cara che non c’è più. Ci tengo a ringraziare di cuore Sabrina Montis e Stefano Coghene, che hanno reso possibile questo autentico, piccolo miracolo, e tutto il gruppo Ra Sa per l’impegno messo in campo. Io e la mia famiglia abbiamo toccato con mano l’onestà, la solidarietà e il senso di comunità della gente sarda, davvero fuori dal comune. Questa piccola grande avventura ha aggiunto alla nostra vacanza in Sardegna un tocco di umanità inaspettato. Grazie ancora a tutti quelli che, anche solo con le loro indicazioni, hanno contribuito a questo lieto fine».

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