Dopo più di 40 anni dall’abbandono della diga Cixerri, è stato inaugurato l’impianto di sollevamento di Uta Nord ed è stata riattivata la rete irrigua. Una svolta per i contadini che erano costretti a utilizzare l’acqua dei pozzi e a spendere cifre esorbitanti.
L’impianto era stato realizzato quasi mezzo secolo fa ma non era mai entrato in funzione. Per diversi anni era stato soltanto danneggiato da parte degli incivili. Nel 2019 la svolta, cioè il passaggio di consegne dell’impianto da Enas al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale e il finanziamento della Regione. Previsti un collegamento della condotta principale, la manutenzione del torrino idraulico e della stazione di sollevamento e la sostituzione dei collettori. In tutto sono stati spesi più di 4 milioni di euro, per irrigare 1700 ettari.
Il Consorzio
«Dal 2022 abbiamo interconnesso il distretto di Uta Nord per dare l’acqua agli agricoltori in modo sperimentale, in tutto per una trentina di ettari», dice Efisio Perra, presidente Cbsm. «Adesso stiamo da un lato mettendo in esercizio di Uta Nord. Gli agricoltori hanno manifestato interesse per avere l’acqua e possiamo garantire l’irrigazione anche per il distretto dell’Iglesiente del Cixerri». C’è anche una novità: «Stiamo presentando un progetto di riconversione e infrastrutturazione nella zona di Decimoputzu, Villasor e Villaspeciosa».
Per Gavino Zirattu, presidente Anbi Sardegna (Lassociazione dei Consorzi di bonifica), «è una bella soddisfazione per il Consorzio e la Regione, ma soprattutto per gli agricoltori che da anni aspettavano l’acqua». Patrizia Mationi direttore generale: «Da diversi anni c’è stato un cambio di passo in positivo per cercare di assecondare le esigenze di un territorio che è quello dell’agricoltura».
Le reazioni
Per l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Agus, «è un’opera importante che finalmente metterà in condizione di produrre e di innovare una zona importante della Sardegna». Soddisfatti i sindaci della zona: «È un primo risultato importante, sperando che questo sia solo l’inizio per gli agricoltori», dice Giacomo Porcu (Uta). Per Gianluca Melis (Villaspeciosa) «finalmente parte il primo tassello di un puzzle che verrà realizzato quando arriverà l’acqua anche a Villaspeciosa, Decimoputzu e Villasor e si potrà sfruttare l’acqua del bacino del Cixerri che oggi finisce in mare». Secondo Monica Cadeddu (Decimomannu) «è un intervento importante, per tutto il territorio».
Il sindaco di Decimoputzu Antonino Munzittu: «Occorre portare al più breve tempo possibile l’acqua anche nella campagne del nostro paese. Non è possibile che un territorio così importante debba soffrire per la mancanza di acqua, ancora oggi per irrigare portiamo in superficie l’acqua dei pozzi artesiani». Gli agricoltori sperano che la situazione possa migliorare: «Fino a ora abbiamo avuto solo promesse», dice Pino Podda, di Villaspeciosa. «Noi purtroppo abbiamo pozzi artesiani e quello che ci costa molto è l’energia elettrica. L’utile che dovremmo avere dall’azienda se ne va in energie elettrica. L’assessore mi ha spiegato che hanno messo a disposizione 500 mila euro per quell’area. Bisogna vedere se io riuscirò a vedere tutto quello che hanno detto annunciato».
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