Santa Gilla.

Ciclone Harry, due milioni per la laguna 

La Regione avvia l’iter per la richiesta di risarcimento danni ai pescatori 

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Gennaio e febbraio sono stati mesi disastrosi per Santa Gilla e per i 130 pescatori soci delle sette cooperative che costituiscono l’omonimo consorzio ittico. Prima il Ciclone Harry che ha causato ingenti danni a imbarcazioni e attrezzature, poi le perdite procurate dalle piogge torrenziali provenienti dal fiume Cixerri. Milioni di litri di acqua dolce immesse nella laguna che hanno abbassato il grado di salinità, uccidendo cozze e ostriche. Passivi che la Regione ha quantificato in circa due milioni di euro per le quali ha avviato la procedura di risarcimento al Ministro dell’Agricoltura con fondi a favore delle imprese della pesca e dell’acquacoltura.

Caccia al finanziamento

Francesco Agus, cagliaritano, assessore regionale all’Agricoltura con delega alla pesca, è moderatamente soddisfatto. Mercoledì è riuscito a far approvare dalla Giunta guidata da Alessandra Todde una delibera che costituisce il primo passo per ottenere oltre 6,5 milioni di euro per tutta la Sardegna per i danni causati dal maltempo. Per Santa Gilla i tecnici regionali hanno stimato danni alle produzioni ittiche per 1,7 milioni di euro, più una quota di 3,5 milioni di euro per danni a imbarcazioni e attrezzature. Più veloci della burocrazia? «Sì, il Decreto legge del 27 febbraio per consentire la richiesta dei danni dagli eventi meteorologici che hanno colpito Sardegna, Sicilia e Calabria, imponeva 60 giorni per deliberare sulla quantificazione della richiesta. Tempi che abbiamo rispettato». A proposito di tempi, quando arriveranno i soldi? «Non dipende da noi, confidiamo che a Roma siano scrupolosi e celeri come lo è stata la Regione. Ci auguriamo che siano i periodi della Protezione civile, molto rapidi. A noi interessa capire la quantificazione esatta del contributo statale, anche per poter intervenire, altrimenti, con strumenti regionali».

Poca salinità

Le verifiche effettuate subito dopo le piogge avevano evidenziato una percentuale dell’uno per mille di salinità, mentre normalmente si attesta sul 12 per mille. «Questa condizione ha portato le cozze e le ostriche a difendersi e a chiudersi. Hanno resistito venti giorni, poi sono morte», dice sconsolato Valter Rizzardini, vice presidente del consorzio. «Abbiamo perso l’80 per cento dell’allevamento e quelle che l’hanno scampata non sono riuscite a crescere».

Scavi in banchina

Intanto procede l’iter burocratico per il dragaggio del fondale. Un intervento fondamentale per consentire ai pescatori di attraccare nella banchina. «A breve i lavori di scavo saranno effettuati dal Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale», conferma Agus.

Andrea Artizzu

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