Marina Piccola.

«Ci facciamo un selfie?», poi palpeggia una 13enne 

Un algerino di 40 anni arrestato dalla Squadra Mobile per violenza sessuale 

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L'avrebbe avvicinata con la scusa di fare una foto assieme, un selfie ricordo con la ragazzina e le sue amiche, con sullo sfondo lo scenario suggestivo del lungomare Poetto di Marina Piccola. Ma una volta in posa l'avrebbe stretta a sé e palpeggiata. Solo grazie alla pronta reazione delle amiche la 13enne è riuscita a scampare all'aggressione sessuale e a raccontare tutto ai genitori.

Il fermo

Ci sono voluti due giorni di indagini per identificare il sospettato: è algerino e si chiama Sabri Souaissa, 40 anni, senza alcun precedente e con lo status di richiedente asilo. Lo hanno fermato venerdì sera gli investigatori della Questura con l'accusa di violenza sessuale aggravata. A coordinare l'indagine, che si è servita delle telecamere di sicurezza della zona, è stato il dirigente della Squadra Mobile, Davide Carboni, assieme al pubblico ministero di turno, il sostituto procuratore Daniele Caria, che dopo il fermo del sospettato ne ha disposto il trasferimento nel carcere di Uta.

La scusa del selfie

L'uomo, da quel poco che trapela, avrebbe palpeggiato la minore nei pressi del porticciolo turistico, dove durante il giorno e alla sera si riuniscono anche tantissimi giovani. Stando a una prima ricostruzione dell'accaduto, ancora sommaria, la 13enne era in compagnia di alcune amiche quando il 40enne ha prima chiesto di fare una foto, poi l'avrebbe stretta per il selfie e palpata. L'adolescente sarebbe riuscita a svincolarsi e scappare grazie alle altre due amiche che evidentemente avevano percepito il pericolo e si sono messe a urlare.

Le indagini

Le indagini sono scattate dopo la denuncia presentata in Questura dai familiari della ragazzina. Gli agenti della III Sezione e i Falchi della Squadra Mobile hanno raccolto le testimonianze e analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. Per individuare il sospettato, gli investigatori si sono appostati nella zona che Sabri Souaissa era solito frequentare, riuscendo infine a bloccarlo dopo il riconoscimento da parte della vittima. Esaminato il telefono, aveva ancora le foto scattate con la 13enne.

Dopo il fermo, l'uomo ha nominato quale suo difensore l'avvocato Alessandro Falconi ed è stato trasferito nel carcere di Uta in attesa dell'udienza di convalida fissata per domani.

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