Guspini.

Cermed, lavoratori disperati 

Il fallimento della fabbrica di ceramiche colpisce anche l’indotto 

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«Ci hanno spinti al massimo per numeri di produzione e per stress, perché se non si raggiungevano gli obbiettivi non eravamo competitivi. Intanto il magazzino si riempiva, gli stipendi non venivano pagati e il debito con i fornitori si accumulava». Lo racconta Stefano Piga, dipendente della Ceramica Mediterranea di Guspini, dichiarata fallita martedì dal Tribunale di Cagliari. Nata nel 1993 grazie ai fondi per la riconversione mineraria, poi salvata e rilanciata, la Cermed chiude con una liquidazione giudiziale. Gran parte dei lavoratori abita a Guspini, altri nel circondario: Villacidro , Gonnosfanadiga , Iglesias , assunti direttamente o nell'indotto. L'impianto è fermo da mesi, il fallimento è stato chiesto da due società creditrici: Trans Isole e Abc.

Il sindaco

Il primo cittadino di Guspini, Marco Pala, annuncia un incontro con i lavoratori la settimana prossima. Ieri il colloquio con sindacati e Regione: «Due priorità: diritti dei lavoratori e salvaguardia dell'integrità del bene. Chiediamo l'immediata attivazione degli ammortizzatori sociali e degli strumenti di salvaguardia del reddito per tutelare le famiglie colpite».

La Regione

L'assessore regionale all’Industria, Emanuele Cani, assicura: «Mettiamo in campo tutto quello che abbiamo a disposizione per riavviare la produzione. Parleremo con il curatore, gli impianti devono ripartire con un player temporaneo. Siamo disponibili con chiunque manifesti interesse a far ripartire gli impianti».

Disperazione

Emanuele Murtas, un altro dipendente, si sfoga: «Sono preoccupato non per la sentenza, che era scontata, ma per i mesi di assenza da parte di tutti, istituzioni comprese. La mazzata è arrivata alle 19 di martedì e nessuno si è fatto sentire. Abbiamo diritto a risposte serie. Ci sono arrivati settecento euro a metà agosto, ma il resto? Abbiamo bisogno di una fonte di reddito. La cassa integrazione straordinaria non è stata ancora accettata e dubito che lo sarà». Massimo Carta della Mp Logistica, ditta di supporto alla Cermed, ha già vissuto un caso simile a Villacidro con la Tecnagres, dalle cui ceneri nacque la cooperativa Cercoop, di cui fu presidente. Nell'indotto la situazione è meno drastica: «Ci pagavano ogni 15 giorni e si stavano riportando in pari: manca una mensilità e mezza». Si occupano anche della vigilanza «fino a quando il curatore fallimentare non prenderà altra decisione».

I sindacati

Lorenzo Mallica, dipendente e sindacalista della Cisl: «Abbiamo fatto di tutto per salvare l'azienda con trattative sindacali ed evitando vertenze che l'avrebbero messa in ginocchio. Ringrazio i lavoratori che hanno dimostrato di tenere all'azienda e al territorio: se il sindacato c'è, è grazie a loro».

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