Abbasanta.

Cavalli e turismo, la nuova sfida 

Eccellenza nel mondo equestre, Tanca Regia punta su storia e ricettività 

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Un centro unico nell’Isola. Tanca Regia ha una storia lunghissima e lega il suo nome all’allevamento dei cavalli, alla selezione genetica e alle attività sportive. In futuro si potrebbero aprire scenari che guardano anche al patrimonio storico della struttura e a un turismo legato all’enogastronomia. Ne è convinto Raffaele Cherchi, direttore dell’Asvi, l’Ente nato nel 2023 che ha preso le fila storiche dell’Istituto incremento ippico, gestendo Tanca Regia. «Quanto fatto in questi anni può contribuire al rilancio del comparto ippico in Sardegna – spiega - C’è poi la crescita dal punto di vista sportivo con cavalli, cavalieri e amazzoni che vengono a confrontarsi a livello nazionale e internazionale». Diverse le prospettive future. «Il complesso del Dominario potrebbe essere valorizzato – osserva - conserva un architrave con lo stemma di Castiglia e quello di Aragona. Una struttura identitaria di interesse storico e architettonico che potrebbe essere riqualificata in chiave turistica».

La struttura

Oggi c’è una sala convegni ed esiste «un progetto per realizzare sale museali». Complessivamente Tanca Regia si estende per 540 ettari, vengono allevati un centinaio di cavalli e una sessantina di fattrici selezionate, conta 15 dipendenti. Ospita eventi sportivi di carattere internazionale tra cui il Sardegna Jumping tour, gare di endurance e varie rassegne.

Gli operatori

Sulle potenzialità del complesso non ha dubbi chi ci lavora da una vita come Antonello Brazzi che, dal 1998 a Tanca Regia si occupa principalmente della parte sportiva, di impianti, eventi, centro di addestramento dei puledri. «Sono stati fatti tantissimi progressi, la struttura è cresciuta e così la sua capacità ricettiva – spiega -Oggi si registrano elevati standard di qualità, Tanca Regia è il centro di riferimento per la valorizzazione del cavallo, credo che a oggi non ci siano criticità». Tore Sanna, 46 anni, si concentra su allevamento, coltivazioni e logistica. «Alleviamo soprattutto anglo-arabi, ma anche puro sangue arabi, Sella italiano e cavalli del Sarcidano. L’azienda è molto estesa, negli ultimi anni sono state fatte diverse assunzioni e ne ha giovato la gestione del lavoro». Il direttore Cherchi ricorda che «le prime notizie del centro di allevamento del cavallo risalgono al XV secolo, ma già in epoca giudicale esisteva un insediamento destinato all’allevamento di cavalli per scopi militari. Il grande sviluppo si ha nel periodo spagnolo». Nel Novecento Tanca Regia è passata dall’istituto fondi rustici ai privati, poi fu acquisita dalla famiglia Dalmasso. «Alla fine degli anni Ottanta la Regione ha acquistato il complesso di Tanca Regia, intendeva rilanciarne le vecchie finalità. Nei primi anni Duemila ci fu la soppressione dell’Istituto di incremento ippico e il processo di riforma si arrestò. Nel 2015 si cercò di rimediare, con un articolo della Finanziaria vennero assegnate risorse per il rilancio». E così la tenuta è diventata un punto di riferimento d’eccellenza.

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