Serramanna.

Case antiche in ladiri, crolli a ripetizione 

Sei ordinanze di messa in sicurezza in pochi giorni firmate dal sindaco: è allarme 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Incuria e abbandono, unite alla pioggia caduta ininterrottamente negli ultimi due mesi, minano il già fragile centro storico di Serramanna, caratterizzato da centinaia di case tipiche campidanesi in mattoni crudi. Un patrimonio architettonico e storico trascurato e a rischio, come certificano le mezza dozzina di crolli avvenuti nell’ultimo mese che hanno interessato altrettante case in ladiri del centro.

Le ordinanze

Dal cedimento parziale di una casa di via Liguria, avvenuto il 22 gennaio, ai più recenti crolli in via Cavour, via Bixio e via D’Arborea: le case franano, e il risultato (a parte le ordinanze di messa in sicurezza e di interdizione del transito veicolare emesse dal sindaco Gabriele Littera), è progressivo impoverimento del centro storico cittadino.

Le reazioni alla situazione, preoccupante, non mancano. «Assistiamo a fenomeni dovuti allo stato di abbandono delle case, chiuse da oltre 30 anni», commenta Alessandro Piu, agente immobiliare. «I proprietari non hanno cura degli immobili, costruiti in mattoni crudi e con coperture in stato di precarietà, che dimostrano tutta la loro fragilità. La pioggia fa il resto».

In centro

Insomma: il centro storico di Serramanna è abbandonato e poco appetibile in chiave abitativa. «Occorre fare un ragionamento profondo per valutare le condizioni dei centri storici di tutta l’Isola», continua Piu che, per Serramanna, ha una visione: «Bisogna chiudere le lottizzazioni nuove in cantiere e provare a favorire gli investimenti abitativi in centro, ma non c’è, da parte delle amministrazioni, una visione strategica e si continua ad aumentare il perimetro del costruire in un paese che perde abitanti».

Il sindaco

Il primo cittadino Gabriele Littera sembra raccogliere la sfida. «L’aggiornamento del Piano urbanistico e del piano particolareggiato del centro storico con regole edilizie adatte ai tempi può essere una risposta utile» dice Littera, «poi una corretta e costante manutenzione è l’unica strada per salvaguardare il patrimonio architettonico che è in parte privato ma che ha anche valenza pubblica».

Il dibattito

«Meno espansione urbanistica e più rigenerazione”, propone Carlo Pahler (minoranza). «Il futuro del paese passa dalla cura del suo cuore storico. Senza una visione strategica rischiamo di assistere ad altri crolli, non solo strutturali ma anche sociali ed economici».

«Quella sul centro storico di Serramanna ritengo sia ormai una partita persa, come quella sullo sviluppo urbanistico dove siamo fermi a 40 anni fa quando le esigenze delle persone erano completamente diverse», dice il tecnico professionista Sandro Pillitu, che parla di una Serramanna «senza un’idea futura di sviluppo. Il piano particolareggiato del centro storico va rivisto: è fatto male ed è troppo vasto, ben 27 ettari. Le case davvero meritevoli di conservazione sono forse alcune decine sparpagliate qua e là».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi