Sinnai.

Casa bruciata, ondata di solidarietà 

Donati 24mila euro alla famiglia che ha perso l’abitazione a San Gregorio 

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La loro casa distrutta dalle fiamme è diventata suo malgrado una delle immagini simbolo del disastroso incendio che, sabato e domenica, ha devastato il borgo di San Gregorio, territorio di Sinnai alle pendici dei Sette Fratelli. L’abitazione di Marco Paglietti e della sua famiglia è di fatto inagibile e il proprietario è stato costretto a trovare un alloggio di fortuna. «Il 25 luglio la nostra vita è stata sconvolta da un incubo», il commento sui social della figlia e del nipote.

La raccolta

Nessuno si è fatto male, ma i danni di natura ambientale sono enormi. E quelli economici, viste le condizioni dell’edificio, costituiscono un peso «insostenibile» da affrontare da soli. Così ecco la decisione: avviare una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe sperando nella solidarietà dei sardi. La risposta è stata entusiasmante, solo ieri sono stati raccolti oltre 24mila euro.

«L’idea è stata mia, di mia sorella Carmen e di mio nipote Nicolò», spiega Lucia Paglietti, figlia di Marco, «mio padre è pensionato» e generalmente «vive al piano terra in quella casa circondata da 8 ettari di bosco», dunque un poco staccata dal nucleo centrale del borgo, «mentre al piano superiore stavano mia sorella Elsa», violinista professionista e docente, «e il figlio», che però erano altrove. «Da sabato papà dorme in una casetta vicina».

Le spese

L’incendio si è propagato velocemente, costringendo diverse famiglie e anche le suore a lasciare i propri alloggi. Marco Paglietti dormiva mentre all’esterno c’era l’inferno, «l’hanno avvisato i vicini», sottolinea Lucia. La casa, «costruita nell’Ottocento e fatta di mattoni di ladiri», sarebbe a rischio: «Il piano di sopra è distrutto. Ed è da accertare la stabilità del piano inferiore anche perché in caso di pioggia il tetto, già danneggiato, potrebbe crollare». Pure il provvisorio alloggio del padre, la casetta adiacente, non sarebbe del tutto sicuro. Ed ecco la necessità di avviare lavori imponenti e molto costosi. «Affrontare le spese di bonifica, messa in sicurezza e ricostruzione è un peso che non possiamo sostenere», il post pubblicato sui social dalla famiglia.

Trasparenza

Solo per rimettere in sesto la copertura «pensiamo siano necessari 20mila euro», ma per rendere tutto agibile forse si dovrebbe arrivare a «100mila». Però «non sono un’ingegnera», puntualizza Lucia Paglietti, «quindi abbiamo deciso di rivolgerci a un perito perché quantifichi l’esatto ammontare dei danni». Che dovrà comprendere anche i nuovi alberi da piantare sulla collina, a sua volta da bonificare: «Tutto attorno qui è nero».

La richiesta di aiuto è stata accolta subito, sono state rilevate oltre 400 donazioni dai 10 ai mille euro. «Non credevo in questo risultato, tra chi ci sta aiutando ci sono anche tanti amici di mio padre. Penso sia una questione di affetto». In ogni caso «pubblicheremo tutto: stato dei lavori, spese per i materiali. Ogni cosa sarà fatta alla luce de sole».

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