Carbonia. Volano gli stracci fra attuale e vecchia dirigenza di un Carbonia in crisi societaria. I giocatori lamentano i ritardi nei pagamenti degli stipendi e a spiegare quali sarebbero i motivi delle difficoltà è il presidente (dimissionario) Andrea Meloni: «Al nostro insediamento la situazione era diversa da quella poi accertata. Solo in seguito si sono scoperte pendenze riferibili a gestioni precedenti, fra cui debiti con fornitori e obbligazioni contrattuali con calciatori non del tutto rispettati nelle passate stagioni». Scenario, aggiunge, «emerso in relazione a posizioni amministrative e fiscali che non risultavano accessibili con la normale operatività, informazioni nella disponibilità esclusiva del soggetto titolare delle deleghe di rappresentanza e non verificabili da altri: ciò incide sulla gestione in corso».
Pronta la replica dell’ex patron Stefano Canu (dal 2020 al 2025): «Non è vero: alcuni, pur di accettare ruoli apicali per soddisfare il proprio ego, sono capaci di assumere incarichi senza averne le competenze e magari anche la possibilità di sostenerli economicamente. Siamo sempre arrivati in porto senza gettare fango verso chi ci ha preceduto, pagando anche debiti maturati in quelle gestioni. L’attuale presidente si è affidato a persone che, come lui, facevano già parte della società e non avevano contribuito al suo sostentamento, dirigenti che hanno firmato trimestrali di cassa, rendiconti e bilanci senza obiettare nulla: ma le scelte per questa stagione le ha fatte il nuovo corso».
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