Serie A.

Cagliari, un altro esame superato nonostante l’emergenza infortuni 

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Era un esame, è stato superato. «Due squadre ben allenate», ha sintetizzato molto bene un commentatore in diretta tv. Omettendo un dettaglio, però: lo chef Pisacane ha cucinato un piatto convincente, saporito, con un corpo definito, senza avere in frigo Belotti, Borrelli, Felici, Mina, Deiola, Gaetano e Mazzitelli, ovvero gente con cui fai primo, secondo e contorno alla grande.

La sfida fra due ex possibili candidate alla lotta per non cadere in basso è finita – giustamente – con un punto a testa. Il Cagliari gonfia il petto, su un portafoglio di trenta punti alla fine di febbraio ci avrebbero messo la firma anche i peggiori pessimisti del pianeta. Il tifoso incassa e da oggi in poi si prepara ad assistere a un finale di stagione imprevedibile. Perché giocare senza aver paura di sprofondare è un’altra cosa: la sfacciataggine di Palestra, la testa sempre alta di Caprile e la solidità di gente come Dossena – bentornato – sono i salvagenti migliori a cui aggrapparsi quando si va in campo in piena emergenza e senza diversi leader. In attesa di recuperare qualcuno dei degenti.

Cosa funziona

Il Cagliari targato Pisacane si poggia su alcuni punti fermi. Primo, non crolla mai, quando è successo è stato il classico episodio (Genoa, Lecce), tutti sanno cosa fare e lo fanno con uno spirito che piace a chi sostiene la squadra. Secondo, la partita “si gioca”, non importa dove e contro chi, il movimento classico (la ripartenza laterale con lo scambio fra punta ed esterno) anche al Tardini ha prodotto numerose occasioni, ha permesso di respirare e far capire a un lanciatissimo Parma, a casa sua, che non sarebbe stata una serata facile. Terzo, il portiere è senza dubbio il più forte almeno dell’era Giulini, il gesto tecnico su Pellegrino è probabilmente il migliore dell’anno in Serie A.

Cosa non funziona

Il Cagliari segna poco perché crea poche occasioni da gol, numeri alla mano. I rossoblù hanno una media di 1.1 rete a partita, nella speciale classifica dei gol “attesi” sono al 17° posto, in quella delle grandi occasioni mancate al 18°, nei tocchi in area avversaria addirittura al penultimo. Ma quello che conta è la tenuta complessiva, l’aver superato il passaggio negativo della doppia sconfitta (Roma e Lecce) e, per dirla alla Pisacane, aver mosso la classifica. Non ci sono difetti evidenti, semmai si avverte uno spirito “nuovo”, il giusto mix fra i “liceali” – quasi la maggioranza – e i più navigati. Comunque, squadra fisica e abbastanza tecnica per essere una provinciale.

Il fattore

Viene già il magone quando pensi che un “mostro” come Palestra a fine stagione andrà via, salvo clamorosi sviluppi. E’ l’esterno con più dribbling riusciti in Europa, ha imparato qualche parola di “casteddaio”, si trova bene nel gruppo e in città, con Pisacane ha imparato a difendere meglio, ma non può rappresentare il futuro. Il Cagliari se lo goda fino all’ultimo secondo, il 30 giugno è ancora lontano.

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