Il Cagliari volta pagina e sceglie una via strategica per consolidare il proprio futuro. Parliamo dell’asse operativo tra il nuovo direttore sportivo Pietro Accardi e Roberto Muzzi. L’ex bomber rossoblù assume un ruolo cruciale, agendo da collante e uomo di raccordo tra la squadra, la dirigenza e lo staff tecnico guidato da Fabio Pisacane.
L’incarico
Questo ruolo non si esaurisce dietro una scrivania. Muzzi lavorerà tra il campo, lo spogliatoio e i vertici societari per rinsaldare l’unione e la compattezza del gruppo, traducendo i valori del club e supportando la gestione quotidiana della prima squadra. Inoltre, grazie alla sua profonda conoscenza del settore giovanile rossoblù – è stato coordinatore tecnico della Primavera –, affiancherà direttamente il diesse Accardi nella delicata selezione e valorizzazione dei talenti di prospettiva che la cantera offre.
Il legame con l’Isola
Per Muzzi si tratta dell’ennesimo atto d’amore verso i colori rossoblù. Arrivato in Sardegna nel novembre 1994, è entrato da subito nel cuore della tifoseria cagliaritana trascinando l’attacco con grinta e fiuto del gol. In quattro stagioni e mezzo a Cagliari ha collezionato 158 presenze e 64 reti complessive (41 in A, 17 in B e 6 in Coppa Italia), diventando l’assoluto trascinatore della squadra verso la promozione in Serie A del 1997-98 (con 17 gol) e confermandosi cecchino implacabile l’anno successivo nella massima serie con altre 16 marcature.
I numeri
Cresciuto nelle giovanili della Roma, Roberto “Bum Bum” Muzzi ha vissuto una carriera di altissimo profilo nel calcio italiano, caratterizzata da generosità e leadership. In totale ha collezionato 155 gol in carriera nei club professionistici, vestendo maglie prestigiose in ogni categoria. Ha iniziato con la Roma, club del debutto in A e della vittoria in Coppa Italia 1991. Poi il prestito a Pisa, importante parentesi formativa a inizio anni Novanta. Quindi l’arrivo a Cagliari, la piazza della consacrazione e del legame indissolubile. Seguono la cessione all’Udinese, dove ha toccato di nuovo la doppia cifra in Serie A (con 14 gol nel 2001-02) e giocato anche in Europa, la Lazio con cui ha conquistato un’altra Coppa Italia nel 2004, per chiudere con Torino e Padova, ultime tappe di una carriera da bomber di razza.
Esperienza
L’esperienza accumulata sui campi di tutta Italia torna a disposizione del Cagliari. Accardi trova in Muzzi la spalla ideale: un uomo che conosce ogni centimetro del prato di gioco e che sa cosa significhi sudare per la maglia rossoblù: l’appartenenza. Del resto lui lo ha sempre detto: «Se sono diventato Roberto Muzzi lo devo al Cagliari».
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