Serie A.

Cagliari, cuore e coraggio non bastano 

Il Napoli sblocca il risultato dopo 79 secondi con McTominay e si porta a casa i tre punti 

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Cagliari 0

Napoli 1

Cagliari (4-3-3) : Caprile; Zé Pedro (28’ st Mendy), Mina, Dossena, Juan Rodríguez (39’ st Raterink); Adopo (28’ st Deiola), Gaetano, Sulemana, Palestra, Esposito (39’ st Trepy), Folorunsho (20’ st Kılıçsoy). In panchina Sherri, Ciocci, Mazzitelli, Albarracín, Liteta, Zappa, Pavoletti, Grandu. Allenatore Pisacane.

Napoli (3-4-2-1) : Milinković-Savić; Beukema, Buongiorno, Mathías Olivera (39’ st Juan Jesus); Politano (32’ st Spinazzola), Gilmour (32’ st Zambo Anguissa), Lobotka (10’ st Alisson Santos), Gutiérrez; De Bruyne, McTominay; Højlund. In panchina Meret, Contini, Lukaku, Elmas, Giovane, Mazzocchi. Allenatore Conte.

Arbitro : Mariani di Aprilia.

Rete : nel primo tempo 2’ McTominay.

Note : ammoniti Lobotka, Zé Pedro, Mathías Olivera, Dossena. Angoli 3-7. Recupero 2’ pt-5’ st. Spettatori 15.620 per un incasso di 367.159 euro.

Rabbia, orgoglio e cuore non bastano al Cagliari per evitare la terza sconfitta di fila. Almeno stavolta ci ha messo l’anima, la squadra di Pisacane, contro un avversario più forte, più cinico e, soprattutto, più concreto. E questo - paradossalmente - rassicura più dei sei punti di vantaggio sulla zona retrocessione (aspettando Parma-Cremonese) a otto giornate dalla fine. È uno 0-1 amarissimo, per quanto il divario tecnico sia palese sin dai primi minuti alla Domus. L’undici campano sembra avere qualcosa in più anche sul piano fisico. E soprattutto, sblocca il risultato dopo soli 79 secondi con McTominay. Ma i rossoblù sono belli compatti, organizzati. Agguerriti. Riescono così a restare in partita sino al triplice fischio, senza, però trovare la giocata risolutiva. Così quel gol, i partenopei lo mettono a reddito portandosi momentaneamente a -6 dall’Inter.

Gli stessi di Pisa

Ma quale rivoluzione. Pisacane ne conferma 10 su 11 rispetto a Pisa, come se volesse puntare anche sulla voglia di rivalsa. E l’unico cambio (Rodriguez per Obert) è forzato complice la squalifica dello slovacco. Al via, dunque, Caprile in porta, Zé Pedro, Mina, Dossena e Rodriguez in difesa, Adopo, Gaetano e Sulemana a centrocampo, il trio Palestra-Folorunsho-Esposito in avanti.

Dal 4-3-3 rossoblù al 3-4-2-1 firmato Conte e rafforzato dal ritorno dei big. Ai nastri di partenza quindi Milinković-Savić, Beukema, Buongiorno, Olivera, Politano, Gilmour, Lobotka, Gutiérrez, De Bruyne, McTominay e Højlund.

Subito Napoli

Avvio shock per Caprile e compagni col portiere in difficoltà. Da una sua respinta sporca nasce poi il corner attraverso il quale il Napoli trova il vantaggio: la palla gli passa tra le gambe sul tocco di Buongiorno e picchia sul palo, si precipita McTominay e da una manciata di centimetri insacca. Non sono passati nemmeno due minuti dal fischio d’inizio. La gara si mette subito male, il Napoli poi ha lo spessore tecnico per gestirla.

Il Cagliari prova comunque a gettare il cuore oltre l’ostacolo. E ci prova soprattutto Esposito. Prima con un diagonale finito a lato di un soffio, poi cerca di sorprendere Milinković-Savić (senza riuscirci) da cinquanta e passa metri. E ci prova anche Zé Pedro con un tiro-cross di esterno respinto dal portiere partenopeo.

Assalto a vuoto

Si riscatta alla grande Caprile in avvio di ripresa: disinnescando il doppio tentativo di De Bruyne e Politano, quindi sbattendo la porta in faccia allo stesso Politano (che aveva mandato al bar tutta la difesa prima di calciare il porta). La risposta del Cagliari è nel tiro al volo dalla distanza di Gaetano che, però, non inquadra lo specchio della porta. Alisson per Lobotka il primo cambio per Conte, Kiliçsoy per Folorunsho quello di Pisacane.

Dentro poi Deiola (tre mesi dopo l’infortunio) e il 19enne Mendy (all’esordio) che si presenta con una sforbiciata al volo (fuori). Prima in Serie A anche per l’olandese Raterink, subentrato insieme a Trepy. Dall’altra parte, spazio a Spinazzola, Anguissa e Juan Jesus. L’arrembaggio finale rossoblù scalda la Domus. In Napoli, però, lo gestisce senza particolari affanni e il Cagliari non va oltre un fendente sbilenco di Mendy. Sconfitta amara. Ora la sosta, forse calza a pennello.

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