Via Abruzzi.

Brigadiere a processo per lesioni 

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Uno è stato prosciolto con una sentenza di non luogo a procedere, l’altro è stato rinviato a giudizio e il suo processo inizierà il 19 febbraio del prossimo anno. Si è chiusa così l’udienza preliminare davanti al giudice Giorgio Altieri nei confronti di due carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Cagliari che erano stati accusati di aver pestato a sangue un muratore di Iglesias di 41 anni durante un arresto per resistenza, avvenuto a fine luglio 2022, provocandogli lesioni al volto, la frattura di una costola e danni all’udito.

Difesi dagli avvocati Giorgio Carta e Alessandra Boi, i due militari erano finiti davanti al Gup Altieri al termine dell’inchiesta affidata al pubblico ministero Danilo Tronci dopo la denuncia dell’automobilista. Il giudice, disposta un’integrazione delle indagini, ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere per Loris Lubrano e ha rinviato a giudizio il brigadiere Claudio Buccelli, rispettivamente di 37 e 44 anni. Quest’ultimo resta dunque accusato di lesioni gravi (con prognosi oltre 30 giorni). Nel frattempo, Filippo Muredda, l’uomo che era stato arrestato anche con l’ausilio del taser, si sta ancora difendendo dall’ipotesi di resistenza (ma anche di oltraggio, lesioni e porto ingiustificato di oggetti atti a offendere: una roncola e un tubo che aveva in auto) con il suo avvocato Franco Villa, nel dibattimento che è in corso davanti al giudice Simone Nespoli. Nel procedimento contro il militare, invece, si costituirà parte civile. Le cronache dell’arresto del muratore sulcitano raccontavano che il 41enne, incensurato, era finito ai domiciliari dopo essere stato fermato su una Golf in via Abruzzi per un controllo: avrebbe consegnato la carta d’identità ma non la petente. A quel punto i militari gli avrebbero chiesto di scendere, ma avrebbe colpito uno dei militari con un pugno che avrebbero faticato a bloccarlo a terra e restando così ferito al volto. La versione del muratore, però, è completamente diversa: sostiene di essere stato picchiato con violenza e senza motivo già quand’era in auto (a provarlo sarebbero le tracce di sangue rinvenute con indagini difensive una volta dissequestrata la Golf), per poi proseguire in caserma.

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