L’incontro.

Bce, tassi fermi per la quinta volta 

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Il forte apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro, con un tasso di cambio che si aggira ormai stabilmente attorno a 1,20, promette di essere un tema centrale del primo incontro di politica monetaria del 2026 della Bce, domani e giovedì a Francoforte. Il rafforzamento della valuta unica rischia di esercitare ulteriori pressioni al ribasso sull’inflazione dell’area euro, già scivolata a novembre sotto l’obiettivo di medio periodo con una lettura all’1,9% per poi risalire al 2% a dicembre. Scontata la conferma dei tassi al 2%, livello a cui si trovano da giugno, ma la conferenza della presidente Christine Lagarde si preannuncia ricca di spunti. In primis le apprensioni sul rafforzamento dell’euro, ma anche lo scollamento fra Usa ed Europa sul dossier Groenlandia e che ha portato Trump alla minaccia (rientrata) di nuove tariffe sugli alleati. Ma uno strappo c’è stato, testimoniato anche dall’uscita dalla cena organizzata dal Wef della presidente Lagarde dopo le pesanti critiche ai valori europei rivolte dal segretario Usa al Commercio Howard Lutnick: può avere conseguenze a breve. Atteso poi un giudizio sulla scelta di Trump di nominare Kevin Warsh prossimo presidente della Fed.

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