Il caso.

Bando deserto, la città resta senza nonni vigili 

A poche settimane dall’inizio della scuola. L’assessora assicura: «Il servizio ci sarà» 

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C’è un vuoto da riempire davanti alle scuole cagliaritane, a poche settimane dal suono della prima campanella. Non è ancora una sospensione ufficiale, né una rinuncia. Ma il nuovo bando per il servizio dei nonni vigili è andato deserto e ora il Comune corre contro il tempo per trovare una strada che permetta a uno dei programmi più conosciuti e longevi della città di ripartire. Nessuna associazione o ente del Terzo settore ha infatti risposto all’avviso pubblicato dall’Amministrazione per affidarne la gestione. Ma da Palazzo Bacaredda arriva una rassicurazione precisa. «Il servizio prosegue. I nonni vigili ci saranno», promette l’assessora alla Pubblica istruzione Giulia Andreozzi. La data di partenza, invece, non è ancora definita. «Non si ragiona sul se, ma sul come far ripartire il programma».

Il caso

A sollevare la questione in consiglio comunale è il consigliere di opposizione Ferdinando Secchi, primo firmatario di un’interrogazione. «C’è molta preoccupazione sia da parte dei vecchi nonni vigili che vorrebbero continuare il servizio, sia da parte dei genitori», racconta. «Sono stati proprio alcuni di loro a contattarmi dopo aver saputo dell’esito del bando» continua, manifestando la volontà di continuare a prestare servizio e la preoccupazione per una possibile scopertura davanti alle scuole. Un presidio che «viene considerato fondamentale per la sicurezza dei bambini e per la tranquillità delle famiglie».

«La forza lavoro non manca – aggiunge Secchi –. Forse il problema è più di comprensione di un bando molto complicato». Nell’interrogazione il consigliere chiede quindi di conoscere le ragioni dell’assenza di candidature, i tempi di avvio del servizio e le eventuali misure temporanee da adottare davanti ai plessi scolastici.

Il perché

Il nodo potrebbe n scere dal cambio di formula deciso quest’anno dal Comune. Fino allo scorso anno i nonni vigili ricevevano infatti un compenso attraverso una forma di collaborazione. Per il nuovo anno scolastico l’amministrazione ha invece scelto di puntare sul volontariato, cercando un’associazione o un ente del Terzo settore che potesse occuparsi della gestione dei volontari attraverso una nuova convenzione. La nuova formula prevede quindi un rimborso delle spese documentate. «Non è più una busta paga - spiega Andreozzi -, ma un rimborso spese che va dimostrato fino a 150 euro», Una scelta pensata anche per semplificare il lavoro amministrativo, e «passare a una modalità più in linea con il servizio negli altri Comuni italiani».

Il nuovo modello, però, non ha trovato un soggetto disposto a gestirlo. Ora l’amministrazione valuterà tutte le possibilità per farlo partire comunque. Nei prossimi giorni l’assessorato incontrerà anche i nonni vigili degli anni passati per ragionare sul da farsi. «Si valuterà anche se razionalizzare il servizio – dice Andreozzi –, concentrando le presenze davanti alle scuole e nelle strade dove il traffico e i rischi sono maggiori».

E finché il servizio non partirà, a presidiare le scuole ci penserà la Polizia locale, chiamata a indicare i punti più critici e garantire sicurezza in ingresso e uscita.

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