Ciclismo.

Balliana secondo: «Sono soddisfatto ma con rimpianto» 

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La Bretagna è terra di campioni: è lì che Enrico Balliana ha vestito e onorato la maglia azzurra nel Trophée Centre Morbihan, gara internazionale Juniores. Due tappe in linea e una breve cronometro per chiudere con il secondo posto in classifica generale e una vittoria che rafforza la sua collocazione tra i più interessanti ciclisti italiani della categoria. Il diciottenne di Arborea è tornato dalla Francia con una vittoria in più nel palmares (la quinta stagionale), ma «la più importante». Un sprint vincente dopo una fuga di una decina di uomini, il decimo posto (migliorabile) a cronometro, poi in gruppo nell’ultima tappa per il 2° posto in classifica generale a 30” dal francese Lancelot Gayant: «Con un po’ di rimpianto. La generale si poteva vincere: quando hai la maglia, se ti accorgi che è nelle tue potenzialità, vuoi sempre farlo. Forse abbiamo sbagliato qualcosa, anche se io ero molto controllato». Però: «Sono contento della top 10 a crono, nonostante un problema al cambio che mi ha tolto 5 o 6 secondi, perché ho dovuto gestire lo stress di premiazioni e partire per ultimo». E la pressione di essere in maglia gialla: «È stato speciale, mi era già capitato ma con la maglia dei Giovani, non di leader». Balliana, che si è segnalato nel fuoristrada, ha corso rispettando la consegna di provare a entrare nelle fughe, che è anche una sua attitudine: «Ho provato e alla fine ci sono riuscito. E un modo di correre che mi si addice, ma bisogna muoversi nei momenti giusti. Quanto lo faccio è perché penso che si possa arrivare all’arrivo».

Balliana cresce alla bresciana Ecotek Zero24, il cui team manager è Giuseppe Martinelli: «Era contento, soprattutto per il risultato, anche se sperava nella vittoria finale», spiega, parlando di colui che fu ds di Fabio Aru all’Astana: «Lui dei corridori parla poco, ma mi ha detto che la mia testardaggine è quella di Aru. È severo quando serve, ma mi fa anche complimenti: è un maestro, una guida per me».

Sul manubrio lo stemma dei Quattro Mori, Enrico tiene moltissimo alla sua terra: «Ho scelto di rimanere residente sardo e spero di riportare la Sardegna nel gruppo dei pro». Intanto vive l’ultima stagione da Juniores: «Sinora sono molto soddisfatto: la maglia azzurra e le vittorie erano obiettivi, ma adesso ci sono i tricolori strada e cronometro, poi pianificheremo bene l’estate». E il futuro: «Voglio continuare con questo sport, ma non dico niente per il futuro».

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